VINviaggio
Loira oggi
Ci sono varie Loira: quella turistica e un po’ mielosa, quella vissuta, annusata e frequentata, quella degustata e seguita in lontananza. Poi c’è la Loira di Francesco Falcone e le mette d’accordo tutte.
Ci sono varie Loira: quella turistica e un po’ mielosa, quella vissuta, annusata e frequentata, quella degustata e seguita in lontananza. Poi c’è la Loira di Francesco Falcone e le mette d’accordo tutte.
7.000 ettari di vigneto coltivati principalmente a garganega, più di cinquanta milioni di bottiglie venduti in circa 70 paesi del mondo, sono il biglietto da visita di una zona in costante movimento.
Anche Terre d’Italia, arrivata con successo al sesto anno, è diventato un consolidato appuntamento fisso al quale non possiamo mancare. Sorella della più blasonata Terre di Toscana, ha in comune sia l’organizzazione de L’AcquaBuona sia la location all’UNA HOTEL di Lido di Camaiore.
Dopo gli assaggi di quest’anno voglio essere chiaro: pur ammirando alcune selezioni adatte a dare grandi soddisfazioni future, il “core business” del vitigno dovrebbe incentrarsi su vini da godere nell’arco di 2-3 anni.
Il Carducci presentava Asolo come il paese dai cento orizzonti e nella prima stesura dei Promessi Sposi Manzoni usa il verbo “asolare”, riferito al prendersi un momento di rilassatezza e libertà dopo un periodo di pressione.
Dal 2006 abbiamo degustato 63935 vini. trova il vino che stai cercando
L’idea di “esportare” Le Rencontres Henri Jayer è venuta qualche anno a fa a Pasquale Forte, proprietario di Podere Forte a Castiglion d’Orcia. Pasquale me ne parlò assieme a Jacky Rigaux, organizzatore de Le Rencontres in Borgogna e l’idea è poi maturata piano piano.
Angelo Muto fa il vino come guida il fuoristrada! Rischiando senza rendersene conto ma facendo cose che gli altri si sognano, forte di una conoscenza che sembra a prima vista incoscienza, temprato di certezze camuffate da dubbi, poggiato di basi solide anche dove si potrebbero prevedere delle frane.
“Piccoli produttori etruschi crescono”. Questo potrebbe essere il senso della manifestazione, ormai giunta alla settima edizione, di DiVini Etruschi, diventata l’appuntamento di riferimento del 1° maggio del mondo enoico.
Frequento da tempo l’Abruzzo del vino, quanto basta per apprezzarne la vocazione anche sull’ostico versante rosatista (rosato che da quelle parti è nobilitato da un nome bellissimo: “Cerasuolo”).
Mare a destra, mare a sinistra e nel mezzo un promontorio verde che divide e sovrasta il verde, l’argento e il blu del Tirreno . Siamo a Bacoli, nei Campi Flegrei e il posto dove sono merita una visita partendo da qualsiasi parte del mondo.

