Dopo decine di degustazioni in loco, non sono riuscita a delineare nella mia testa un profilo aromatico del Negroamaro. Botti e file di barriques di diverse tostature e fattura hanno scoraggiato il mio naso.
Il nome incuriosiva fin dall’annuncio: ci hanno poi spiegato che viene da una classificazione topografica risalente a un centinaio di anni fa, dovuta ad alcuni geografi che dividevano l’Italia in Appenninia (centro-sud) e Padania (nord)
Nel vasto territorio situato tra le province di Venezia, Treviso e Pordenone (4939 Km2), la doppia denominazione Lison-Pramaggiore si deve all’originaria presenza di due DOC, ora unificate.
A Forte dei Marmi si è svolta con successo la seconda edizione di “VinoVip al Forte”, evento organizzato da Civiltà del bere che ha accolto più di 700 professionisti del settore.
Il tour organizzato dal Consorzio Vini dell’Alto Adige dedicato al tema “Vino e Geologia” ha permesso di toccare con mano la sfaccettata diversità che dal terreno si trasferisce nei vigneti e nei vini.
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