VINteressa
Terre di Toscana 2020: sembra passata una vita
Mai come questa volta ho fatto fatica a parlare di una cosa bella e piacevole, perchè intorno a me c’è un silenzio che fa troppo rumore.
Mai come questa volta ho fatto fatica a parlare di una cosa bella e piacevole, perchè intorno a me c’è un silenzio che fa troppo rumore.
Gusbourne è situata nel Kent a sud-est della capitale. Se ne hanno notizie sin dal 1410, quando è conosciuta col nome di “Gooseborne”: non per niente il suo stemma include tre oche. Diventa una cantina nel 2003 quando Andrew Weeber, un medico sudafricano, capisce il potenziale vitivinicolo dell’area.
Pensando a Burton Anderson e a Luigi Veronelli la prima emozione che provo è una stupefatta invidia, quella che può avere un giovane pescatore di perle sentendo i racconti dei pescatori anziani.
Dopo quello sulla D.O.P. dell’extravergine, il seminario del secondo giorno all’anteprima Chianti Classico ha messo sotto i riflettori l’altro gioiellino del territorio: il Vinsanto.
Ci siamo imbattuti in questa lettera che ci scrisse, in risposta a un nostro questionario, sul tema della degustazione palese o bendata. Qui abbiamo ritrovato il vero Daniel, preciso, chiaro, senza peli sulla lingua, senza falsi pudori: il Daniel che tutti conoscevano e che tutti dovrebbero ricordare. La lettera è del 2015 ma, come vedrete, risulta di un’attualità incredibile.
Dal 2006 abbiamo degustato 64853 vini. trova il vino che stai cercando
Provo affetto per la Barbera, in particolare per quella delle colline astigiane: è un sentimento che si alimenta di materia e di ricordi. La materia è nella polputa, carnosa, sprizzante esuberanza dei migliori vini bevuti da quelle parti, tra Nizza, Agliano e San Marzano Oliveto. Al ristorante Belbo, da Bardon, ho preso sbornie che voi … Continua a leggere
Guardano, annusano, pare che ascoltino anche il rumore del frantoio (che cosa sentiranno io non lo so, ma loro di sicuro lo sanno), e poi si parlano soprattutto con occhiate!
Il primo vino assaggiato è stato quello nell’ampollina di don Pietro Rigon. Forse rifletteva il carattere e la personalità del parroco: un asceta che faceva le prediche senza mai aprire gli occhi.
Vincenzo è un uomo che conosce l’attesa, conscio che la fretta non serve quando di mezzo c’è la vita; che il tempo è decisivo per dirimere ogni faccenda complicata.
Bene ha fatto il Consorzio Chianti Classico a dare spazio al suo extravergine nella prima giornata dell’anteprima Chianti Classico Collection di quest’anno.

