“Chissà com’era, al tempo dei nostri antenati, il vino di Predappio, quando in terra c’erano le cicale e il cielo era uno sfoggio di stelle con cui gli uomini si orientavano!”
Qualche anno fa, non mi ricordo per quale motivo, ero a Capezzana con Vittorio e Benedetta Contini Bonacossi. Stavano parlando del nome da dare al nuovo vino nato in memoria del loro babbo, il Conte Ugo.
La zona è come compressa fra l’area urbana del capoluogo toscano e i territori relativi ad altri Chianti nonché al Chianti Classico e al Valdarno di Sopra.
Molto, molto tempo fa, prima che le terre emerse emergessero, prima che si creassero i continenti, prima che tutto avesse inizio, c’era un pallone da calcio.
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