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La Val d’Orcia e il vino “più bello del mondo”
Mettetela come vi pare ma in Toscana esistono diversi angoli di paradiso e uno dei più noti è senz’altro la Val d’Orcia.
Mettetela come vi pare ma in Toscana esistono diversi angoli di paradiso e uno dei più noti è senz’altro la Val d’Orcia.
Un incontro con il Romagna Sangiovese e il nuovo marchio nato da poco.
Sul tetto di un grattacielo di New York nel quartiere di Brooklyn alcuni anni fa è sorta una vigna (o qualcosa di simile) dove si produce vino a base di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Detto in sintesi, diventa importante un’alimentazione corretta per fortificare il sistema immunitario sia a scopo preventivo che per non aggravare gli effetti della malattia.
Era il vino preferito dal procuratore della Giudea Pilato. Si narra che all’epoca dei fatti ne facesse arrivare da Roma in quantità.
Per festeggiare i nostri 15 anni Fabrizio si mette a dare i numeri… del vino.
Tempi duri per le barrique, quantomeno in Toscana. Il castagno locale potrebbe già dai prossimi anni soppiantare il classico rovere.
Trovi nella libreria di casa un libro rosso senza copertina. Lo apri e scopri che si tratta del “Alla ricerca dei cibi perduti” di Luigi Veronelli. E così ti si apre un mondo.
Il nome di “Vie Cave” deriva dalle profonde vie scavate nella roccia dagli Etruschi, che segnano i terreni della fattoria.
Ovvero, cosa accade nel nostro cervello quando assaggiamo del cibo.