Editoriale
Le Donne del Vino toscane contro i femminicidi in maniera concreta
La cerimonia del 28 febbraio 2024 a Palazzo Strozzi Sacrati si è aperta con il ricordo delle due Donne del Vino vittime di femminicidio nel 2018 e nel 2023.
La cerimonia del 28 febbraio 2024 a Palazzo Strozzi Sacrati si è aperta con il ricordo delle due Donne del Vino vittime di femminicidio nel 2018 e nel 2023.
Il Codice V 2011, Vermentino di Toscana IGT firmato Mazzei, potrebbe essere il cavallo di razza lasciato libero di saltare e scorrazzare della loro “scuderia” bianchista.
Fèlsina, ‘terra accogliente’ come viene tradotto dalla parola etrusca da cui prende il nome.
Vini succosi, fragranti, equilibrati, freschi, senza ruvidezze che fanno corrugare la fronte o salivare in modo spinto.
Un tema che sembra assurdo ma in realtà è attualissimo e importante. Ne parlano a quattro mani Barbara Amoroso Donatti e Alessandro Bosticco.
Il motivo che ha spinto le sorelle Tessari a chiamare la stampa presso la loro proprietà è stato per presentare un progetto legato a tre UGA: Fittà, Castellaro e Tremenalto.
“Quel vino era davvero eccezionale!” A parlare sono due under 25 poliglotti e figli del mondo, che qualche ristorante stellato lo bazzicano per lavoro e qualche buon vino, affidandosi ai brand, lo apprezzano.
Una bottiglia di vino è un’espressione d’arte Pop: unica per l’annata, ma moltiplicata per più estimatori.
Dopo decine di degustazioni in loco, non sono riuscita a delineare nella mia testa un profilo aromatico del Negroamaro. Botti e file di barriques di diverse tostature e fattura hanno scoraggiato il mio naso.
Amaro o non amaro, questo è il dilemma. E nemmeno tanto perché siamo nell’epoca del “rotondo è bello”, del “morbido ci piace”.