In quest’afoso luglio, se bevuto appena più fresco si fa dissetante e mantiene tutta la sua invitante fragranza, senza perdere nulla dell’agile robustezza.
Riceviamo e abbiamo l’onore di pubblicare un contributo di Burton Anderson, il giornalista che per primo ha fatto conoscere il vino italiano all’estero, sulle UGA in Chianti Classico.
Dopo la decisione presa dall’assemblea dei soci di creare le prime UGA in Chianti Classico ma solo per la Gran Selezione, intervistiamo Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio.
Potremmo chiamarlo, parafrasando, “Vino Vertical” ingentilito da un naso ampio, finissimo e già complesso ma con una pienezza di beva che concede ben poco a toni morbidi e suadenti.
“Chissà com’era, al tempo dei nostri antenati, il vino di Predappio, quando in terra c’erano le cicale e il cielo era uno sfoggio di stelle con cui gli uomini si orientavano!”
Qualche anno fa, non mi ricordo per quale motivo, ero a Capezzana con Vittorio e Benedetta Contini Bonacossi. Stavano parlando del nome da dare al nuovo vino nato in memoria del loro babbo, il Conte Ugo.
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