Del rapporto fra cibo e salute non ne parlano solo medici, nutrizionisti, dietisti, ma anche grandi chef e gastronomi. In questo caso (purtroppo) il merito è di Francesca Pirozzi, una ragazza che non è più tra noi.
Esiste un vitigno bianco in Borgogna che non solo ha resistito all’imperante chardonnay, ma ha anche una sua AOC in terreni tra i più vocati. Lo producono anche Madame Leroy, Aubert de Villaine, Coche-Dury.
L’idea era quella di scoprire qualcosa in più su uno dei prodotti italiani over 30°, invece Guido Luxardo ci ha regalato un piccolo backstage del mondo dei liquori.
Il nostro assaggio di Rufina del dicembre scorso è andato oltre il vino: abbiamo provato anche tredici extravergini, perchè una cantina toscana, specie di queste zone, non può prescindere da avere olivete accanto al vigneto.
Dal 2006 abbiamo degustato 64225 vini. trova il vino che stai cercando
la vendemmia 2015 mette in mostra dei Sagrantino che mediamente riescono ad essere ampi e grassi, mantenendosi però dinamici, freschi e in qualche caso pure sapidi. I tannini non sono certo pochi ma molto più rotondi e educati che in passato, grazie anche a legni nettamente meno invadenti.
Come capire se nel vino quelli definiti profumi sono veramente profumi e quelle definite puzze veramente puzze? Vi propongo una teoria permeata di basilare empirismo.
Montalcino come ogni anno chiude la litania delle Anteprime Toscane, quest’anno con due vendemmie (2014 Brunello e 2017 Rosso) agli antipodi come clima ma con tanti punti di contatto.
La sempre interessante degustazione-confronto in Sala Dante quest’anno era incentrata sull’inzolia-ansonica e naturalmente sulla vernaccia di San Gimignano.
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