VINteressa
Tipa da piscina questa Dame Rousse?
“Vini da piscina” è la tipica espressione con cui vengono talvolta liquidati, per qualificarli come vini uncomplicated , da bere come aperitivo senza particolari pretese a bordo piscina.
“Vini da piscina” è la tipica espressione con cui vengono talvolta liquidati, per qualificarli come vini uncomplicated , da bere come aperitivo senza particolari pretese a bordo piscina.
Nei tempi dilatati delle mie estati pugliesi, il parco giochi era l’antica fattoria di Ciccio Falcone, mio nonno, classe 1922, un uomo dal fascino ombroso, con gli occhi di Paul Newman, il portamento di un giovane Marlon Brando e le mani gigantesche di George Foreman. Ci veniva facile rispettarlo.
La Toscana avrà pure insegnato al mondo che è meglio raccogliere le olive appena mature, senza tanti indugi, ma molti hanno seguito, sempre più numerosi e ovunque. Del resto già duemila anni fa, nell’antica Roma, pare che venisse definito eccellente l’Oleum ex albis ulivis cioè l’olio ottenuto da frutti ancora pallidi.
la formula non ricalca quella delle anteprime , incentrandosi soprattutto sul voler far conoscere l’Alto Adige e i suoi vini, più che una particolare annata. Per farlo gli organizzatori hanno pensato bene di portare i partecipanti in posti unici e meravigliosi: La Cantina di Roccia a Laimburg, ristoranti tipici affacciati sulle vigne del lago di Caldaro, L’Alpe di Siusi.
La parte scritta da Sandro è molto di più che una presentazione del vino naturale: è un sunto di vita, una elegante confessione laica, un insieme di frammenti che compongono un puzzle dove la tensione di una vita con tanti cambiamenti porta ad una tranquilla soddisfazione. E’ bello leggere le sue righe perché trovi concetti che difficilmente non puoi condividere, proprio perché lui non ti chiede di farlo: è un maestro che presenta varie lezioni e non pensa minimamente di interrogare nessuno, perché ha già interrogato se stesso ed è bastante.
Dal 2006 abbiamo degustato 64532 vini. trova il vino che stai cercando
Giovedì prossimo avrò un incontro ravvicinato (del miglior tipo) con il mondo del Lambrusco: sarò ospite prima della famiglia Altariva e della loro Fattoria Moretto (giustamente premiata con grandi punteggi su Winesurf) e poi, in serata, della 50^ “Festa del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro”. La parte serale del programma prevede un incontro pubblico con Matteo Pessina, carissimo amico e responsabile (tra l’altro) dell’Osservatorio del Lambrusco, un’iniziativa assolutamente da far conoscere. Per questo ho chiesto a Matteo di parlare di sé, dell’Osservatorio e del grande e spesso sconosciuto mondo attuale del lambrusco.
Sabato 3 settembre la cantina ha festeggiato i 30 anni di un progetto che, quando partì ebbe effetti dirompenti e segnò l’inizio di un percorso che oggi appare quasi scontato, ma allora richiese l’impiego di sforzi ed energie notevoli.
Cinquanta anni di una DOC che recentemente ha vissuto anche il terremoto.
L’invito del comune di Magliano di far parte della giuria della XVIII° edizione di Vinellando è stato un’ottima scusa per controllare lo stato della vendemmia 2017 in Maremma. Purtroppo quello che si pensava e si sentiva dire corrisponde a verità: da una parte una perdita secca (mediamente del 30-35% con punte del 70%) di produzione e dall’altra una maturazione fenolica non certo perfetta delle uve rimaste, presentano un quadro piuttosto preoccupante.
Occorre procedere a oltranza nel proprio percorso di formazione, sfidare la routine e bramare gli imprevisti; accettare di conoscere nuovi territori o nuove letture di essi; occorre dar retta alla curiosità, prendere appunti, riflettere e arrendersi all’imponderabile: un degustatore deve saper dare la caccia all’infinito.

