VINviaggio
Quel che resta di Chablis
Perché Chablis nonostante le premesse e le apparenze è un prisma inarginabile, un vino burrascoso e non progettabile altrove, a dispetto dei numerosi tentativi fatti un po’ ovunque sulla faccia della terra.
Perché Chablis nonostante le premesse e le apparenze è un prisma inarginabile, un vino burrascoso e non progettabile altrove, a dispetto dei numerosi tentativi fatti un po’ ovunque sulla faccia della terra.
Quest’anno le nuove annate celebrate sono il Chianti Classico 2016 e il Chianti Classico Riserva 2015 e dall’affluenza da messa natalizia di mezzanotte dei giornalisti, dei produttori, degli addetti ai lavori e degli appassionati pare proprio che questo rito enoico stia assumendo sempre maggiore importanza.
La Borgogna è sicuramente il territorio enoico più di moda, più caro, più conteso, più amato, più idolatrato del momento. Ma non è sempre stato così se uno dei più grandi personaggi borgognoni, Henri Jayer, una ventina di anni fa sentì il bisogno di “chiamare a raccolta” produttori giovani e meno giovani, organizzando una due … Continua a leggere
Oggi andava in scena Chianti Lovers, l’evento dedicato ai mille colori del Chianti toscano: Rufina, Montespertoli, Colli Aretini, Montalbano, Colli Fiorentini, Colline Pisane, Colli Senesi, vini base, riserve etc. Denominazioni che fanno da corona a quella che è la zona del Chianti Classico e che andrà in scena da domani 12 febbraio.
I vigneti dei due Châteaux sono praticamente l’uno accanto all’altro, anche se fanno parte (almeno parzialmente) di due territori comunali diversi, Pessac e Talance, dove si trova La Mission.Si tratta della porzione più vicina a Bordeaux del terroir dell’AOC Pessac-Léognan,nelle Graves du Nord o Graves de Bordeaux.
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Alcuni dicono di preferire comunque un vino difettato ad un vino convenzionale piatto e omologato, altri il contrario; io non bevo, se possibile, nessuno dei due.
A nord di Vicenza, alla base delle colline che separano la Pianura Padana dall’arco alpino, una serie di piccoli paesi custodiscono una delle più importanti produzioni di vino passito d’Italia. Ma non solo. Vi raccontiamo un viaggio alla scoperta di questa zona ricca di storia, cultura e vini.
La mia campagna è buona come il pane di grano duro, come le frisedde con l’olio e l’origano, come il vino scuro nel capasone. La mia campagna è primitiva al pari di quei grappoli neri e accalorati delle contrade più rocciose di Gioia del Colle.
Vino naturale, biodinamico, biologico, senza solfiti? Sono oramai concetti superati e la nuove tendenze puntano decisamente verso l’opposto, ma toccando nuove e inesplorate vie.
Nel Premio Gambelli cambi vitigno praticamente ad ogni bicchiere: non puoi “appoggiarti” alle caratteristiche del vino precedente o successivo, ma ogni volta devi ripartire da zero e valutare quel vino come “un unicum” un prodotto che esplica le caratteristiche di uno o più vitigni in una determinata zona.

