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Guglielmo Bellelli

Nella mia prima vita (fino a pochi anni fa) sono stato professore universitario di Psicologia. Va da sé: il vino mi è sempre piaciuto, e i viaggi fatti per motivi di studio e lavoro mi hanno messo in contatto anche con mondi enologici diversi. Ora, nella mia seconda vita (mi augurerei altrettanto lunga) scrivo di vino per condividere le mie esperienze con chi ha la mia stessa passione. Confesso che il piacere sensoriale (pur grande) che provo bevendo una grande bottiglia è enormemente amplificato dalla conoscenza della storia (magari anche una leggenda) che ne spiega le origini.

Stampa estera a portata di clic: Terre de Vins, n. 50

Dopo l’editoriale di Rodolphe Wartel (“La corte dei grandi”, vini, naturalmente) e la ricca dotazione di rubriche, delle quali si parlerà dopo, è appunto l’intervista ad Aubert De Villaine, proprietario del mitico Domaine de la Romanée-Conti, ad aprire il numero.

Stampa estera a portata di clic: Decanter, vol 43, n. 3

In copertina il titolo grande é per i vini di Margaret River (Australia), ma c’é spazio anche per i vini “affidabili” della Borgogna, i rossi della Côte de Beaune, gli Châteaux bordolesi che più hanno migliorato la qualità dei loro vini, l’incontro con Christophe Roumier, mago modesto della Côte de Nuits.