VINteressa
Jane Anson, “Inside Bordeaux”: il libro che prova a dire quello che non è mai stato detto
Si può scrivere qualcosa di nuovo su una regione così ampiamente coperta, studiata, dissezionata, abbandonata , riscoperta ecc. ?”
Si può scrivere qualcosa di nuovo su una regione così ampiamente coperta, studiata, dissezionata, abbandonata , riscoperta ecc. ?”
L’editoriale di Shanken e Matthews parla di vera e propria devastazione del settore ristorazione e sottolinea che quella di qualità ha oggi più che mai bisogno del supporto della sua clientela.
Inizia il Tour del France e noi vi proponiamo quello della Revue du Vin de France.
Sono due i servizi principali di questo numero estivo: l’incontro con Jean-Pierre Garcia, professore del Laboratoire ARTEHIS e il focus sul terroir di Meursault, terra di grandi bianchi.
Sono i vini “orange” i protagonisti di questo numero. Il titolo che li riguarda copre quasi per intero la copertina, va da sé, colorata in arancione, e a celebrarli è un lungo articolo di Simon Woolf.
La maggior parte di questo numero è dedicato al dossier sulle primeurs di Bordeaux. La pandemia che tutto ha travolto in questi mesi ha obbligato infatti l’UGCB (Union des Grands Crus de Bordeaux) a rinviare le primeurs ai primi di giugno.
Fondata nel 1967 Nuestra Señora de Remelluri non è tra le Bodegas più antiche della Rioja, come Marqués de Riscal (1858) o La Rioja Alta (1890), ma è sicuramente uno dei siti vinicoli più antichi della regione.
Frutti rossi e neri, susina e un soffio di lavanda al naso, intenso e vibrante sul palato, una elegante tessitura tannica in questo Charmotte 2016 del Domaine Thibault Liger-Belair.
Il titolo principale di copertina è dedicato ai Bordeaux 2010, riassaggiati da Decanter dieci anni dopo.
Andando verso la Route des Grands crus, si incontrano altri due lieu-dit: Meix-Bas (non mi risultano produttori che lo propongano individualmente) e Champ.