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Trattoria San Domenico a Ortona, la quadratura del…pesce
Da San Domenico si cucina solo il pesce fresco dei piccoli pescherecci di Ortona, stop. Il menu quindi varia a seconda di quello che arriva in porto.
Da San Domenico si cucina solo il pesce fresco dei piccoli pescherecci di Ortona, stop. Il menu quindi varia a seconda di quello che arriva in porto.
Il focus era sul Montepulciano d’Abruzzo e sul Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, con più di 110 campioni degustati provenienti da ogni angolo della regione e da ogni tipologia di cantina e di produttore: dalla storica e grande cantina sociale alla cantina appena nata , dal grande nome blasonato a quello sconosciuto.
Il territorio della DOCG Morellino di Scansano è talmente vasto che va da vigneti praticamente posti sul mare a vigne in zone quasi pedemontane, dove il mare è un ricordo. Quindi il Morellino può avere rotondità e maturità da zona “balneare” pur essendo sangiovese in purezza oppure spigoli da sangiovese di razza anche se quest’ultimo è in uvaggio con merlot e cabernet sauvignon.
il valore globale di un territorio non si valuta dalle punte ma dai vini base e per questo possiamo dire che Bolgheri ha fatto grossi passi avanti, perché i suoi vini base sono, dopo anni incerti, una certezza qualitativa e soprattutto riescono, con sfaccettature varie, ad interpretare il territorio.
Sei anni fa, il 3 gennaio 2012, ci lasciava Giulio Gambelli. Ogni tanto (abbastanza spesso per la verità) mi piace ricordarlo e sono quasi sempre bei ricordi. Gli unici negativi riguardano i primi tempi dopo la morte, quando ci fu la corsa a salire sul carro del vino gambelliano, anche da parte di chi faceva e produceva vini in maniera opposta.
Degustandone uno dopo l’altro, con la velocità che impone una guida vini, si rischia di perdere il pregio maggiore del lavoro svolto dai produttori negli ultimi anni , quello di essere riusciti a rendere rotonda e armonica una tannicità che solo qualche anno era burbera, pungente e sgraziata.
C’era una volta un secondo. Era uno dei tanti, non aveva nome, non era diverso in niente dagli altri, ma lui invece si sentiva diverso, pronto a grandi cose. Si preparava da tempo a svolgere il suo ruolo e si allenava con costanza, nella grande casa del signor Tempo (non quello dei fazzolettini).
Partiamo dal Cannonau per cercare di capire cosa sta accadendo sull’isola nel momento in cui si sta creando una specie di “Unione Europea della Garnacha” (o Grenache), che dovrebbe favorire la diffusione del Cannonau vino fuori dai confini isolani.
Dai nostri assaggi è emersa un miglioramento generalizzato di altissimo profilo: anche nelle cantine piccole la mano agronomica e enologica è ben ferma e precisa. Scordiamoci i vini difettati di qualche anno fa, oggi in Alto Piemonte che tu compri un Gattinara, un Ghemme, più che Boca, Fara, Sizzano, Lessona o le denominazioni sopra dette, avrei sempre un vino di ottimo livello che, per fortuna, non è invaso da legno, che ha le precise connotazioni del vitigno e che quasi sempre costa molto meno dei cugini langaroli.
C’era una volta un territorio dove i produttori di vino dovevano guadare un fiume per andare nel vigneto, dove il più grande produttore di una denominazione ha poco più di un ettaro, dove molti non dico abbiano un insegna davanti alla cantina, ma nemmeno il campanello.