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Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell'enogastronomia nell'anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c'è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.

Trento DOC: buoni risultati ma cresciamo con calma!

Arriva Natale e arrivano i nostri consigli su quali bollicine italiane bere durante le festività. Ne abbiamo degustate alcune centinaia dalle due zone spumantistiche per antonomasia. Iniziamo oggi parlando dei risultati degli assaggi degli spumanti trentini e proseguiremo nei prossimi giorni con gli assaggi franciacortini.

Barolo Bar a Monforte: una vera e gustosa scoperta

Si dice che nei locali in cui si fermano i camionisti si mangi bene: allora in quelli di zone enologiche dove vanno a mangiare i produttori di vino come si mangerà? Se il locale si chiama Barolo Bar ed è a Monforte c’è da stare tranquilli, si mangerà e si berrà sicuramente bene.

Brunello 2012: “piccola annata” dalle belle caratteristiche

Come è stato detto da più parti non siamo certo di fronte ad una grande vendemmia ma oramai a Montalcino i produttori sembrano aver preso le misure alle annate calde (per fresche o fredde aspettiamo 2013 e 2014…), utilizzando una mano più leggera nelle estrazioni e presentando vini equilibrati e di buona struttura.

Degustazione Gran Selezione e IGT del Chianti Classico: due mondi ormai divisi

Ed eccoci alla seconda parte dei nostri assaggi chiantigiani, quelli che riguardano le Gran Selezione e gli IGT prodotti nel territorio. La prima sorpresa dei nostri assaggi relativi alla Gran Selezione, vino presentato pochi anni fa come la prospettiva futura del Chianti Classico, sono i numeri: solo 4 fascette su 100 rilasciate dal consorzio riguardano questa tipologia.