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Alessandro Bosticco

Sono decenni che sbevazza impersonando il ruolo del sommelier, della guida enogastronomica, del giornalista e più recentemente del docente di degustazione. Quest’ultimo mestiere gli ha permesso di allargare il gioco agli alimenti e bevande più disparati: ne approfitta per assaggiare di tutto con ingordigia di fronte ad allievi perplessi, e intanto viene chiamato “professore” in ambienti universitari senza avere nemmeno una laurea. Millantando una particolare conoscenza degli extravergini è consulente della Nasa alla ricerca della formula ideale per l’emulsione vino-olio in assenza di gravità.

Olio nuovo, ma nuovo nuovo!

La Toscana avrà pure insegnato al mondo che è meglio raccogliere le olive appena mature, senza tanti indugi, ma molti hanno seguito, sempre più numerosi e ovunque. Del resto già duemila anni fa, nell’antica Roma, pare che venisse definito eccellente l’Oleum ex albis ulivis cioè l’olio ottenuto da frutti ancora pallidi.

Il mondo dell’olio

Viene a proposito questa edizione, uscita pochi mesi fa: ancora più del titolo, convince in copertina la sua presentazione come “Manuale Slow”. Un po’ per la garanzia del marchio Slow Food, e soprattutto perché a sfogliarlo mantiene le promesse e si rivela subito un oggetto da tenere appunto a portata di mano, da consultare nelle sue varie sezioni a seconda di voglia e circostanze.

Il castagno del Chianti nel Chianti Classico (un anno dopo)

Dopo l’illustrazione culturale e colturale di un anno fa presso l’Accademia dei Georgofili a Firenze abbiamo avuto il modo di apprezzare del Chianti Classico affinato in legno di castagno del territorio. Il luogo non era stato casuale, visto l’impegno dell’Accademia stessa nell’esplorazione tecnico-scientifica del possibile utilizzo (in realtà un recupero) delle specie arboree chiantigiane a … Continued

Come si mangia l’olio? Con un libro!

E’ vero che qualcuno l’extravergine lo assaggia, anche se non troppi e non abbastanza secondo l’opinione di quelli come me che lo fanno. Guardiamo, scaldiamo appena il bicchierino col palmo della mano, facciamo rumoracci con la bocca che chiamiamo stripping per darci un tono. E dopo l’assaggio lo sputiamo, come si fa col vino. Cibo … Continued

Insegnando s’impara

Di mestiere, faccio l’insegnante. Mi chiamano docente, food educator, più spesso “profe”. Insegno la degustazione, beninteso: una materia inconcepibile quando studiavo io e anche dopo, quando facevo il cameriere o la guida enoturistica. Le mie materie sono vino e olio più che altro, ma niente è più interdisciplinare del cibo per cui si può andare … Continued