Come dare la caccia all’infinito

Occorre procedere a oltranza nel proprio percorso di formazione, sfidare la routine e bramare gli imprevisti; accettare di conoscere nuovi territori o nuove letture di essi; occorre dar retta alla curiosità, prendere appunti, riflettere e arrendersi all’imponderabile: un degustatore deve saper dare la caccia all’infinito.





Un libro per capire che un Centesimino (di Oriolo) vale molti euro

Falcone, come tutte le persone cocciutamente imprevedibili, riesce sempre a sorprenderti: chiedendogli una copia del suo libro sul Centesimino di Oriolo e conoscendo la lunghezza dei suoi articoli mi aspettavo un in-folio di 5 chili e mi sono visto recapitare un libretto 16×12 di nemmeno cento grammi, che però profumava tanto di buono.



Impressioni di primavera

Durante la lettura è consentito ogni strumento di fisiologica distrazione: battito ritmico del piede, nevrotica rotazione dell’anello o agitazione a farfalla della penna tra pollice e indice. Contestualmente, piccoli morsi di buon cioccolato fondente, alternando l’ascolto di Roberto Vecchioni e di Jim Morrison, con un “quanto basta” di Vinicio Capossela.





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Il castagno del Chianti nel Chianti Classico (un anno dopo)

Dopo l’illustrazione culturale e colturale di un anno fa presso l’Accademia dei Georgofili a Firenze abbiamo avuto il modo di apprezzare del Chianti Classico affinato in legno di castagno del territorio. Il luogo non era stato casuale, visto l’impegno dell’Accademia stessa nell’esplorazione tecnico-scientifica del possibile utilizzo (in realtà un recupero) delle specie arboree chiantigiane a … Continua a leggere











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