VINteressa
Vino di natura e vino di scienza
Alcuni dicono di preferire comunque un vino difettato ad un vino convenzionale piatto e omologato, altri il contrario; io non bevo, se possibile, nessuno dei due.
Alcuni dicono di preferire comunque un vino difettato ad un vino convenzionale piatto e omologato, altri il contrario; io non bevo, se possibile, nessuno dei due.
A nord di Vicenza, alla base delle colline che separano la Pianura Padana dall’arco alpino, una serie di piccoli paesi custodiscono una delle più importanti produzioni di vino passito d’Italia. Ma non solo. Vi raccontiamo un viaggio alla scoperta di questa zona ricca di storia, cultura e vini.
La mia campagna è buona come il pane di grano duro, come le frisedde con l’olio e l’origano, come il vino scuro nel capasone. La mia campagna è primitiva al pari di quei grappoli neri e accalorati delle contrade più rocciose di Gioia del Colle.
Vino naturale, biodinamico, biologico, senza solfiti? Sono oramai concetti superati e la nuove tendenze puntano decisamente verso l’opposto, ma toccando nuove e inesplorate vie.
Nel Premio Gambelli cambi vitigno praticamente ad ogni bicchiere: non puoi “appoggiarti” alle caratteristiche del vino precedente o successivo, ma ogni volta devi ripartire da zero e valutare quel vino come “un unicum” un prodotto che esplica le caratteristiche di uno o più vitigni in una determinata zona.
Dal 2006 abbiamo degustato 66160 vini. trova il vino che stai cercando
il vino è materia ambigua che richiede umiltà e pazienza: pretendendo di afferrarne subito tutti i segreti si rischia da un lato di non godersi il momento, dall’altro di fallire ogni previsione.
Dopo il nostro articolo sul Morellino di Scansano, uno dei più importanti e storici produttori di questo grande rosso, Erik Banti, ha sentito il bisogno di scriverci una lettera. Ci è talmente piaciuta che, oltre a ringraziarlo, col suo permesso la pubblichiamo. Era il ’78 quando, dopo aver venduto il mio tour operator e … Continua a leggere
Il programma affronta il tema della sostenibilità non riducendolo alla pur fondamentale ricerca di mezzi per diminuire l’impatto di sostanze nocive sull’ambiente, ma si basa su un concetto molto più ampio che affronta il problema non solo sul piano ambientale, ma anche economico e sociale.
Questi due esemplari sono rimasti nella mia cantina dopo l’acquisto diretto dal distributore (all’epoca Dalle Vigne). Ma altrettanto importante per lo stato di salute del vino è la scelta del tappo a vite da parte di Shaw & Smith, che esclude un bel po’ di dubbi e potenziali problemi. Il produttore l’ha adottata per tutte le etichette.
Castagno è stato molto bravo a distillare una conoscenza non comune del terroir borgognone per creare una sintesi brillante e esaustiva.

