I nostri assaggi hanno confermato alcune idee che ci stiamo formando da qualche anno, diciamo da quando il “vigneto Bolgheri” ha cominciato ad avere un’età dove non serve “miracol mostrare” per produrre dei buoni vini.
Si pensa che in un territorio toscano così solare, vicino a zone dove la longevità di un vino si misura in decenni, produrre (soprattutto, ma non soltanto) vini rossi pronti, piacevoli, di buona struttra ma dal prezzo contenuto, sia chiaro segno di appartenere a una zona di serie B. Questa è una sonora bischerata!
I risultati dei nostri assaggi hanno da una parte evidenziato un bel miglioramento qualitativo, dall’altra una reale divisione tra chi vede il vino rosso in maniera più “aperta al mondo” o più “positivamente conservatrice”.
in Alto Adige è in corso una ricerca che riguarda da una parte i migliori terreni e dall’altra il modo più consono per esprimere le caratteristiche di questo difficilissimo vitigno.
L’annata calda non ha portato a vini maturi ma a prodotti più pronti e gradevoli del normale. Nasi con importanti note fruttate ma già fuse con sentori terziari di grande finezza, bocche con tannicità imponenti ma aggraziate e dolci.
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