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I migliori Barbaresco 2014 per gli IGP, I Giovani Promettenti
Ci siamo trovati di fronte a vini equilibrati, con tannini in qualche caso giustamente accennati, che usando una frase di moda potremmo definire “giocati in sottrazione”.
Ci siamo trovati di fronte a vini equilibrati, con tannini in qualche caso giustamente accennati, che usando una frase di moda potremmo definire “giocati in sottrazione”.
Oramai ci potete rimettere l’orologio: dopo i Morti e i Santi arrivano I Giovani Promettenti che però non coprono l’intero territorio nazionale ma si limitano alla Langa.
“Cortaccia rossa la trionferà/Cortaccia rossa la trionferà/Cortaccia rossa la trionferà/Evviva i bordolesi e chi ce li dà!” Questo strambo motivetto enopolitico mi frullava in testa mentre mi avvicinavo alla Cantina di Cortaccia, dove si sarebbe svolta Cortaccia Rossa, sfida-degustazione tra vitigni e uvaggi bordolesi prodotti in questo piccolo comune altoatesino e quelli di una zona molto più famosa.
Torna Sangiovese Purosangue a Siena, grazie all’impegno dell’Instancabile Davide Bonucci e dell’EnoClub Siena. Una manifestazione incentrata sul sangiovese, che non si ferma alle pur moltissime ed interessanti degustazioni, ma vuole approfondire le caratteristiche non solo del vitigno ma di tutto quanto fa agronomia e enologia attorno al sangiovese. Quindi assaggi, convegni, degustazioni guidate, confronti tra … Continua a leggere
Eccoci a parlare ancora di trentino, questa volta in rosso. Da sempre tra i rossi ci concentriamo su teroldego e marzemino, due vitigni autoctoni molto importanti in regione, tanto che il primo è anche il rosso più piantato, mentre il marzemino risulta terzo per ettari dietro al merlot. Ma queste posizione vanno inquadrate bene perché, … Continua a leggere
Ci siamo trovati davanti ad una nouvelle vague della Barbera d’Alba (con alti e bassi qualitativi naturalmente) dove le giovani puntano tranquillamente verso il frutto e la piacevolezza, mentre le più importanti si sviluppano con un ragionato ed equilibrato uso del legno che non prevarica assolutamente il frutto, non copre l’acidità, non trasfigura le meravigliose caratteristiche del vitigno.
La domanda ricorrente durante gli assaggi dei rossi siciliani è stata “Ma la freschezza?” Sapevamo perfettamente di essere in Sicilia, terra calda per definizione (Etna a parte), ma dopo aver ripetutamente incontrato rossi con alcolicità magari equilibrate ma sostenuti solo da tannini più o meno grossi e ruvidi, senza che il palato venisse titillato da sensazioni legate all’acidità del vino, la domanda ci è sorta spontanea.
Nello Letrari non è più tra noi. L’uomo che ha scritto una grossa fetta della storia del vino trentino e non solo ci ha lasciato. Ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona solo il luglio scorso, ma è stato un incontro che ricorderò sempre.
Avevamo in degustazione vini dal 2011 al 2016, quindi sia annata che riserva di varie vendemmie, vini con caratteristiche e peculiarità diverse. Purtroppo quasi mai siamo riusciti a declinare potenza con equilibrio, aromi classici con austera finezza, struttura con complessità, restando anche in qualche caso sorpresi da un uso del legno abbastanza coprente.
L’enoteca Italiana è stato uno degli enti più importanti per il vino italiano ma non è morta oggi, bensì diversi anni fa, quando divenne un ente assolutamente inutile, peggio, pretenzioso. Sono stato consigliere dell’Enoteca Italiana circa una decina di anni fa e purtroppo devo testimoniare che mi sono trovato a far parte di un qualcosa morto da tempo.