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Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell'enogastronomia nell'anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c'è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.

Wine Summit a Bolzano per presentare l’Alto Adige

la formula non ricalca quella delle anteprime , incentrandosi soprattutto sul voler far conoscere l’Alto Adige e i suoi vini, più che una particolare annata. Per farlo gli organizzatori hanno pensato bene di portare i partecipanti in posti unici e meravigliosi: La Cantina di Roccia a Laimburg, ristoranti tipici affacciati sulle vigne del lago di Caldaro, L’Alpe di Siusi.

Bianchi trentini 2016: annata non eccelsa ma…attenti ai numeri

Quando si parla di vino Trentino oramai si parla quasi esclusivamente di uve bianche, che coprono il 72.7% della superficie vitata, mentre le rosse si attestano al 27.3%. Quindi il trentino è oramai regione da bianchi e da bollicine. Una regione che ha praticamente lo stesso numero di ettari vitati (poco più di 10.000) di 40 anni fa, ma completamente diversi in quanto alle uve piantate

Il vino capovolto: un libro da leggere per dritto e per rovescio

La parte scritta da Sandro è molto di più che una presentazione del vino naturale: è un sunto di vita, una elegante confessione laica, un insieme di frammenti che compongono un puzzle dove la tensione di una vita con tanti cambiamenti porta ad una tranquilla soddisfazione. E’ bello leggere le sue righe perché trovi concetti che difficilmente non puoi condividere, proprio perché lui non ti chiede di farlo: è un maestro che presenta varie lezioni e non pensa minimamente di interrogare nessuno, perché ha già interrogato se stesso ed è bastante.

VINerdì IGP: “Grayasusi” Rame Igt Val di Neto Rosato 2016, Ceraudo

Da uve gaglioppo coltivate a Strongoli, a pochi passi dal mare, deriva questo vino rosato dal colore piuttosto intenso, ampio in gusto e profumi che spaziano dai piccoli frutti rossi ai fiori secchi ed alle note agrumate d’arancio. Dedicato (anche nella versione “Grayasusi argento”, affinata in barrique) da Roberto Ceraudo alla figlia Susy. www.dattilo.it

Quando un pisano DOC raccoglie fondi per Livorno

Luca Canapicchi, pisano purosangue ma iscritto alla delegazione Fisar di Livorno, grande amante e conoscitore del vino ma soprattutto famoso disegnatore di vignette satiriche ha deciso di dare una mano reale alla Caritas di Livorno.

Sabato prossimo Montevertine festeggia i primi cinquant’anni di storia

La storia di Montevertine ha nel suo DNA la mia città. Montevertine è infatti nata ed è diventata quello che è grazie a due poggibonsesi , Sergio Manetti e Giulio Gambelli, che assieme ad un Raddese, Bruno Bini, hanno creato non solo una grande cantina, ma un esempio. Sergio e Giulio erano due persone diversissime ma avevano una caratteristica comune, vedevano lontano, molto lontano, dove gli altri nemmeno immaginavano si potesse arrivare.

Bianchi friulani 2016, annata di buon livello ma…

Prima di parlare dei vini due parole sulla situazione generale, con da una parte gli strascichi del caso-bluff del secolo, alias “sauvignon connection” e dall’altra la ormai, sembra irreversibile, “glerizzazione” del Friuli. Visto che presenteremo i risultati delle degustazioni in due volte, tratteremo questi due argomenti separatamente, in modo da dargli il giusto spazio.