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Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell'enogastronomia nell'anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c'è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.

Ma un produttore di vino, in Italia, deve produrre solo registri?

La FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, si prepara alla disobbedienza civile sulla richiesta di AGEA di compilare la dichiarazione di giacenza in cartaceo. Anche quest’anno infatti l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura pretende la redazione del documento che dovrebbe essere consultabile sul portale SIAN. I Vignaioli Indipendenti, in data 10 agosto, hanno allora scritto ad AGEA chiedendo di rinunciare alla richiesta, ma non hanno ricevuto risposta.

Bianchi Alto Adige 2016: eccovi i risultati finali

E dopo aver parlato di Supertirol e presentato i risultati di alcune tipologie di bianchi altoatesini (sauvignon, pinot bianco, chardonnay, riesling-sylvaner-veltliner), mettiamo adesso in campo l’intero pacchetto dei nostri assaggi altoatesini in bianco.

Bianchi 2016 dell’Alto Adige, bene ma “attenti ai Supertirol” (prima parte)

Chissà se saremo i primi a tenere a battesimo questa nuova categoria di vino in Alto Adige: vini bianchi espressioni di vari vitigni ma che hanno in comune l’estrema concentrazione, la grande potenza magari declinata anche con una discreta dose di legno, seguita da una quasi fisiologica ritrosia (speriamo giovanile) ad esprimersi al naso e possibilità di invecchiamento indefinibili. Noi li abbiamo battezzati “Supertirol”.

Gavi 2016: non male ma…tappatelo meglio!

La foto di copertina è un profilo di Gavi e del Forte che la sovrasta, fatto con i tappi dai ragazzi delle scuole elementari del comune. Ci è sembrata l’immagine perfetta per introdurre ad un assaggio che ha visto come protagonista principale, purtroppo, il tappo

Trattoria Zamboni: tanta sostanza e bravura dal 1969

Siamo a Lapio, ma non quello in Irpinia; mi dicono che davanti al locale di Lapio non in Irpinia c’è un lago ma io non sono riuscito a vederlo- Inoltre il locale di Lapio non in Irpinia, pur avendo un insegna esterna da trattoria domenical-casereccia (tipo tre antipasti, tre primi tre secondi con contorno) non lo è (nel senso che è molto, molto di più).

Vinellando a Magliano e girando per la Maremma

L’invito del comune di Magliano di far parte della giuria della XVIII° edizione di Vinellando è stato un’ottima scusa per controllare lo stato della vendemmia 2017 in Maremma. Purtroppo quello che si pensava e si sentiva dire corrisponde a verità: da una parte una perdita secca (mediamente del 30-35% con punte del 70%) di produzione e dall’altra una maturazione fenolica non certo perfetta delle uve rimaste, presentano un quadro piuttosto preoccupante.

Verdicchio 2016: annata non del secolo, con belle eccezioni

la zona del Verdicchio dei Castelli di Jesi, pur essendo famosa in Italia per i suoi vini non è assolutamente una monocultura, anzi. Sulle dolci colline attorno a Jesi, sia quelle a sinistra che a destra dell’Esino, le vigne non sono la maggioranza: la campagna è equamente suddivisa tra seminativi, boschi, vite e olivo.

Dal Sahara la conferma: 2017 grande vendemmia!

Questo articolo era uscito ad agosto del lontano 2012: ci sembra giusto riproporlo adesso, alla vigilia di una vendemmia che ha, purtroppo, tutte le caratteristiche di una 2012 o 2003. e che, come al solito, viene presentata come eccezionale.