Editoriale
Se mille (dico 1000!) degustazioni vi sembrano poche
Da quando siamo online, cioè dal 2006, abbiamo pubblicato sulla nostra Guida Vini ben 1000 e ripeto 1000, degustazioni.
Da quando siamo online, cioè dal 2006, abbiamo pubblicato sulla nostra Guida Vini ben 1000 e ripeto 1000, degustazioni.
Dai risultati degli assaggi troviamo due denominazioni “cugine” ma sempre più diverse: una cresce e l’altra… molto meno.
Manzoni l’avrebbe definita “Denominazione di coccio tra denominazioni di ferro”.L’Orcia DOC si trova infatti incuneata tra Montalcino e Montepulciano e, giusto per non farsi mancare niente, intravede a nord i monti del Chianti Classico.
Prima di iniziare abbiamo pensato: “E se la degustazione desse un risultato negativo? Se il “fattore visita in loco” avesse influenzato oltremodo le nostre valutazioni di allora? Se dovessimo rivedere tutto quello che di buono abbiamo pensato e scritto?”
Quest’anno i nostri assaggi nei Colli Berici si sono incentrati soprattutto sui rossi, in particolare sul tai rosso che per noi può veramente spiccare nel panorama italico e fare la differenza.
Ci è sembrato giusto accorpare le due denominazioni nello stesso articolo, perché secondo noi sono molto legate e quello che succede in una si ripercuote in qualche modo nell’altra.
Inaspettatamente solo una parte oltre settanta Chianti Classico 2016 degustati ci hanno soddisfatto in pieno.
In altre parole nel 2017 il livello della schiava, sia essa nei Lago di Caldaro o nei Santa Maddalena, è stato alto come non lo ricordavamo da tempo.
Chi ama il sangiovese non può perdersi questa manifestazione, giustamente chiamata “La Maratona del Sangiovese”.
Le degustazioni dei bianchi campani si sono focalizzate su quattro vitigni: fiano, greco, falanghina e coda di volpe e verranno pubblicate in due momenti diversi.