VINviaggio
A pranzo da Burton Anderson parlando (anche) del suo prossimo libro sul vino italiano
Il mondo del vino italiano e non solo si divide in due parti: chi conosce e chi non conosce Burton Anderson.
Il mondo del vino italiano e non solo si divide in due parti: chi conosce e chi non conosce Burton Anderson.
La manifestazione incentrata su questo vitigno quest’anno ha cambiato in parte la sua veste, privilegiando, accanto alla classica degustazione dei Ciliegiolo di Narni e di altre parti d’Italia, anche delle interessanti visite nelle cantine dei produttori locali.
Transitare sull’autostrada e alzare gli occhi verso Orvieto è come sbirciare in una stanza buia dal buco della serratura: non si riesce nemmeno ad immaginare cosa ci sia!
Un caro amico produttore mi ha girato la presentazione di una inflencer, che si propone per pubblicizzare i suoi vini, commentando con“Vuoi farti una risata (amara)?”
Tra poco per attribuire un punteggio ad un vino, dalla scala in centesimi si dovrà passare a quella usata per la laurea, con il 110 e lode come punteggio massimo.
Un Concorso molto interessante ma con alcuni punti migliorabili, proprio nell’interesse dei vini altoatesini.
Il bello di questa manifestazione è stato di aver creato “terreno fertile per idee” attorno al Sauvignon altoatesino.
Uno pensa al Soave, vino da bersi giovane, gli mette accanto la difficile vendemmia 2014 e… rimane stupito!
Un giovane chef bravissimo di cui si parlerà in futuro grazie ad una cucina semplice e saporita.
Ogni parola di questo libro ha un fine ultimo, quello che Francesco sintetizza così “Il fine ultimo del bevitore colto è strappare attimi di felicità alla vita”.