Bourgogne Passetoutgrains L’Exception 2022, Domaine Michel Lafarge1 min read

I Bourgogne Passetoutgrains non fanno certo parte del gotha dei vini borgognoni, ma, quando sono ben fatti sono molto piacevoli e con un’ottima bevibilità. Da bere giovani in un’allegra merenda campagnola, ma talvolta persino capaci di una certa resistenza al tempo.

 L’Exception 2022 del Domaine Michel Lafarge, nome ben conosciuto di Volnay, nasce da uve pinot noir e gamay in parti uguali di una vigna del 1926 situata tra Meursault e Volnay  e vinificate insieme: questo  distingue i Passetoutgrains -un’eccezione alla ferrea  legge borgognona della monovarietalità- dai vini  della assai più giovane appellation dei Coteaux Bourguignons, che nascono dalle stesse due varietà ma come assemblaggio di vinificazioni separate.

Ne l’Exception è il pinot a prevalere (il disciplinare ne prevederebbe non meno di un terzo del blend), conferendogli una complessità non comune in questa tipologia di vini.

Al naso frutti di bosco rossi e neri, fiori secchi, humus: ha struttura ben costituita, una tessitura tannica non priva di finezza, insospettata profondità.  Notevole la bevibilità sostenuta dall’alcolicità moderata. Buono oggi ma capace di affrontare senza timori almeno altri tre-quattro anni.

Da viticultura organic, costa una ventina di euro (quando si riesce a trovarne) dai rivenditori online.

Guglielmo Bellelli

Nella mia prima vita (fino a pochi anni fa) sono stato professore universitario di Psicologia. Va da sé: il vino mi è sempre piaciuto, e i viaggi fatti per motivi di studio e lavoro mi hanno messo in contatto anche con mondi enologici diversi. Ora, nella mia seconda vita (mi augurerei altrettanto lunga) scrivo di vino per condividere le mie esperienze con chi ha la mia stessa passione. Confesso che il piacere sensoriale (pur grande) che provo bevendo una grande bottiglia è enormemente amplificato dalla conoscenza della storia (magari anche una leggenda) che ne spiega le origini.


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