L’arte nel vino è una questione di etichetta5 min read

Di fronte a tante bottiglie semisconosciute sullo scaffale, inevitabile puntare sull’attrattiva del packaging, e se questo oltre ad essere curato è d’autore il reparto marketing ha fatto centro: vino con etichetta di valore spesso equivale a contenuto di valore. Se questo scongiura poi la scelta di una bottiglia inutilmente pesante, noi di Winesurf siamo molto contenti.

Oggi trovare in enoteca bottiglie con etichette firmate da nomi del mondo dell’arte non è cosa rara e non è nemmeno un vezzo recente di marketing. Già nel Rinascimento nobili e monasteri commissionavano opere e decorazioni che celebravano il vino come simbolo di cultura, convivialità e simbolismo. Ma è nel XX secolo che questo rapporto prende la forma che conosciamo oggi: il vino diventa una tela, e le etichette delle bottiglie ospitano opere d’arte.

Il modello più celebre di questa pratica nasce in Francia: nel 1945 il celebre Château Mouton Rothschild avvia la tradizione di invitare artisti di primo piano, da Picasso a Chagall, da Dalì ad Andy Warhol, a interpretare l’etichetta della propria annata. Bottiglie che, oltre a rappresentare vini eccellenti, si trasformano in oggetti da collezione.

Nel 2022, a testimonianza della profondità di questo incontro tra arte e vino, la Cité du Vin di Bordeaux ha ospitato la mostra “Picasso: l’effervescenza delle forme”, dedicata all’influenza del vino nell’opera di Pablo Picasso. L’esposizione, con oltre ottanta pezzi fra dipinti, ceramiche e disegni, ha sottolineato il ruolo del vino come simbolo e tema artistico.

Nittardi: L’Arte nel DNA di famiglia

Nel Chianti Classico, l’azienda Nittardi rappresenta uno dei casi più significativi in Italia del rapporto tra vino e arte. La tenuta una volta apparteneva alla famiglia di Michelangelo Buonarroti, e dagli anni ’80 del secolo scorso la famiglia Femfert porta la propria competenza artistica nel progetto vitivinicolo attraverso il padre Peter celebre gallerista d’arte di Francoforte e collezionista. Niente marketing, ma fulcro di una visione del mondo basata sull’etica della bellezza.

È il 1981 quando Nittardi avvia una serie di etichette artistiche, narrazioni visive che esaltano le storie delle annate, la terra e la visione della cantina stessa, facendo di ogni bottiglia un racconto unico del Chianti Classico. Un’annata, un artista internazionale che crea due opere apposite: una per l’etichetta e una per la carta velina del Chianti Classico Casanuova di Nittardi . Tra i nomi più celebri che hanno lasciato il segno sul loro Chianti Classico

  • Yoko Ono —2005
  • Dario Fo —2010
  • Günter Grass —2008
  • Mikis Theodorakis —2017
  • Friedensreich Hundertwasser —1989
  • Igor Mitoraj —1997
  • James Ivory —2021

Ornellaia, Vendemmia d’autore

Se per la famiglia Nittardi l’arte fa parte del DNA familiare, l’azienda Ornellaia la aggiunge al suo progetto nel 2006, affiancando la sua storia enologica con la “Vendemmia d’Artista”: ogni nuova annata viene interpretata da un artista chiamato a creare un’opera site-specific per la tenuta e una serie di etichette in edizione limitata. Il progetto racconta il carattere di ogni vendemmia attraverso una parola chiave scelta dall’azienda stessa, come “L’Esuberanza”, “L’Armonia” o “Il Vigore”.

Ornellaia, una delle opere “Vendemmia d’artista”

Tra gli artisti coinvolti in questi vent’anni figurano Michelangelo Pistoletto per l’annata 2010 “La Celebrazione”, Marina Abramović per il 2023 “La Vitalità”, William Kentridge per il 2015 “Il Carisma” e Shirin Neshat per il 2016 “La Tensione”.

Dal 2009 Ornellaia decide di devolvere i proventi delle aste benefiche legate alle bottiglie d’artista a musei e fondazioni culturali internazionali, e dal 2019 il progetto sostiene anche la Solomon R. Guggenheim Foundation.

Arte e Artisti ‘in bottiglia’

Diversi sono oggi i progetti enologici che cristallizzano sull’etichetta un’opera d’arte, che rende anche i ‘vuoti’ dei perfetti protagonisti di una mini galleria in cantina. Come ad esempio Borgo Macereto le cui etichette sono firmate dal pittore fiorentino, Francesco Nesi, o l’azienda San Gregorio di Chiusi con la linea “Etruscan Codes” ispirata agli affreschi etruschi della Tomba della Scimmia. Anche la Tenuta di Trinoro è partecipe con le etichette realizzate dal pittore Salvo, esponente dell’Arte Povera ce Castellare di Castellina collabora con artisti per etichette diverse ogni anno. Valdo utilizza etichette firmate da artisti contemporanei in edizioni speciali, mentre Domenico Clerico con il progetto “Arte Langhe Rosso” utilizza interventi artistici su etichetta e immagine del vino. Ci sono poi le limited edition, come quella realizzata per il Premio Martinicca – Arte e Poesia 2018 che ha portato uno dei celebri toreri di Antonio Bueno su una bordolese.

Vino, Illustratori, fumettisti e moda

Il dialogo con l’arte contemporanea, si afferma anche con i linguaggi dell’illustrazione e della narrazione visiva. Ne sono un esempio le etichette declinate al femminile di Donnafugata, quelle di Staino del progetto Il Viaggio di Landò. . Ma ce ne sarebbero molte di più da menzionare dato che la bellezza del packaging può incidere sulla scelta di un bottiglia, non lo sappiamo da oggi. Al di là delle definizioni e delle categorie, quello che emerge è che il vino spesso si racconta anche attraverso le immagini. E tra artisti, illustratori e designer, l’etichetta resta uno spazio in cui estetica e identità possono incontrar

Barbara Amoroso Donatti

Appassionatissima di vino e soprattutto “liquidi con qualche grado in più”. Punto di riferimento del giornale per tutto quanto riguarda il mondo dei superalcolici.


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