Guglielmo Bellelli foto

Guglielmo Bellelli

Nella mia prima vita (fino a pochi anni fa) sono stato professore universitario di Psicologia. Va da sé: il vino mi è sempre piaciuto, e i viaggi fatti per motivi di studio e lavoro mi hanno messo in contatto anche con mondi enologici diversi. Ora, nella mia seconda vita (mi augurerei altrettanto lunga) scrivo di vino per condividere le mie esperienze con chi ha la mia stessa passione. Confesso che il piacere sensoriale (pur grande) che provo bevendo una grande bottiglia è enormemente amplificato dalla conoscenza della storia (magari anche una leggenda) che ne spiega le origini.

Clos des Lambrays, ovvero il risveglio della Bella Addormentata. Seconda parte

Morey-St. Denis è il sito dei Clos borgognoni per eccellenza: nessun altro comune della Borgogna ne possiede altrettanti insigniti dello status di grand cru. Sulla “montagne” di Morey, sie ne trovano infatti ben quattro Clos: naturalmente il Clos des Lambrays (270-320 m) è situato tra il Clos de Tart (269-302 m.), in direzione di Chambolle-Musigny, e il Clos St. Denis, sul lato opposto, verso Gevrey-Chambertin.

Stampa estera a portata di clic: La Revue du Vin de France, n.613, luglio-agosto 2017

Molti i titoli di questo numero di luglio-agosto della RVF. Al centro i vini rossi flamboyants della Languedoc e del Roussillon da vitigni “storici” autoctoni. Poi i vini “ di città”, tappe gourmand da Bordeaux ai Paesi Baschi, grandi bianchi del Mediterraneo, i vini di Friuli e Slovenia, faccia faccia tra due Domaines del Muscadet, l’affaire dei Romanée-Conti venduti e non consegnati.

Stampa estera a portata di clic: Wine Spectator, vol. 42, luglio 2017

Una immagine del Moulin Rouge di Toulouse-Lautrec è al centro della copertina di questo numero di luglio, ad accompagnare il titolo “L’arte di collezionare: i consigli degli esperti per creare una grande cantina”. Titoli minori sono per gli Chardonnay e gli Zinfandel della California, cenare a Los Angeles, il meglio dell’Australia, Louis Latour, il principe della Borgogna.

Stampa estera a portata d clic: Decanter di luglio 2017

Dalla License to kill di James Bond alla license to chill per i migliori 25 rossi per l’estate nel titolo principale di copertina di Decanter. Altri titoli: alla scoperta dei Nebbiolo piemontesi great-value, quelli del Roero e delle Langhe, Champagne di vignerons con un’intervista ad Anselme Selosse, i vini di Santa Cruz.

Stampa estera a portata di Clic: Decanter, vol 42, June 2017

Ad aprile ci sono state le degustazioni dei primeur di Bordeaux, e naturalmente il titolo principale di copertina é per le prime valutazioni dell’annata 2016, annunciata già come una nuova leggenda. Poi ancora molta Francia, perché gli altri titoli sono per un’intervista a Jean-Louis Chave, vigneron carismatico della Côte-du Rhône.

Terre de Vins, n. 47, maggio-giugno 2017

Titolo grande per la supervendemmia 2016 a Bordeaux e foto di copertina per Jean-Jacques Bonnie, dello Château Malartic-Lagravières (Pessac-Léognan). Poi: Corbières Boutenac, Cinema, con Klapisch, la cucina della Vallée du Rhône, speciale Pessac-Léognan. Si comincia con l’édito di Rodolphe Wartel, sul dibattito, cruciale quanto irrisolto, sulla mineralità dei vini. Poi, come sempre: le vignette di … Continued