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Guglielmo Bellelli

Nella mia prima vita (fino a pochi anni fa) sono stato professore universitario di Psicologia. Va da sé: il vino mi è sempre piaciuto, e i viaggi fatti per motivi di studio e lavoro mi hanno messo in contatto anche con mondi enologici diversi. Ora, nella mia seconda vita (mi augurerei altrettanto lunga) scrivo di vino per condividere le mie esperienze con chi ha la mia stessa passione. Confesso che il piacere sensoriale (pur grande) che provo bevendo una grande bottiglia è enormemente amplificato dalla conoscenza della storia (magari anche una leggenda) che ne spiega le origini.

Alla ricerca del “non-chardonnay” in Borgogna

In Borgogna, sia pure in percentuale ridotta rispetto allo chardonnay (solo il 6% del totale), l’aligoté  è praticamente spalmato sull’intero territorio, sicché è possibile trovare valide versioni  in tutte le diverse regioni, dalla Yonne fino al Mâconnais. A Chatry-le Fort, nello Chablisien, ha buona reputazione quello di Alice e Olivier De Moor, uno dei preferiti … Continua a leggere

Liberté, fraternité, aligoté: il ritorno

Esiste un vitigno bianco in Borgogna che non solo ha resistito all’imperante chardonnay, ma ha anche una sua AOC in terreni tra i più vocati. Lo producono anche Madame Leroy, Aubert de Villaine, Coche-Dury.

Stampa estera a portata di clic: La Revue du Vin de France, n.628

Bottiglie del Saumurois fanno bella mostra di sé al centro della copertina, titoli più piccoli annunciano: “Millésime Bio”, il Salone di Montpellier dedicato ai vini ecologici, “70 cuvées enusiasmanti della Valle del Rodano sud”, “Grand Prix della RVF”, viva la donna dell’anno, “Inchiesta: i vini esteri alla conquista della Francia” e infine “30,40, 50 anni: le più belle cuvées degli anni in 9”.