Adoro il Carricante, adoro l’Etna e il suo territorio tetragono, adoro il metodo classico nostrano anche se da poco tempo: il Noblesse racchiude in sé il meglio di queste tre dimensioni.
Se le vie del Signore sono infinite, quelle del Signorelli lo sono quasi. E siccome per l’olivicoltura sono sempre tortuose e spesso parecchio acclivi, a praticarle ci vuole fede. O almeno molta fiducia.
Conferma dell’Etna come zona vocatissima eche sta piano piano prendendo coscienza di sé, ma il nero d’avola si propone comunque come grande interprete del resto della Sicilia.
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Milo è un piccolo comune nel Parco dell’Etna di poco più di mille anime, spalmato su un territorio praticamente in verticale, che parte da circa 400 metri e arriva attorno ai 1800. Da una parte ha il mare, dall’altra il vulcano.
A Milo, durante ViniMilo, si svolgeranno le degustazioni siciliane per la Guida Vini di Winesurf 2018-2019. La redazione vini si sposta in Sicilia per qualche giorno.
La domanda ricorrente durante gli assaggi dei rossi siciliani è stata “Ma la freschezza?” Sapevamo perfettamente di essere in Sicilia, terra calda per definizione (Etna a parte), ma dopo aver ripetutamente incontrato rossi con alcolicità magari equilibrate ma sostenuti solo da tannini più o meno grossi e ruvidi, senza che il palato venisse titillato da sensazioni legate all’acidità del vino, la domanda ci è sorta spontanea.
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