VINteressa
Bianchi romagnoli: “E pur si muovono!”
Uno dei tanti misteri che questo meraviglioso mondo ci riserva, oltre ai terrapiattisti, riguarda i vini bianchi romagnoli e la loro esistenza.
Uno dei tanti misteri che questo meraviglioso mondo ci riserva, oltre ai terrapiattisti, riguarda i vini bianchi romagnoli e la loro esistenza.
Cover story di questo numero è la ormai endemica passione per il Pinot noir: Borgogna a prezzi accessibili, spätburgunder tedeschi, pepite neo-zelandesi .
Era ora! Il Chianti Colli Fiorentini è riuscito a presentarsi finalmente come “il vino di Firenze”, forse un’ovvietà ma di fatto una mossa promozionale, anche se in ritardo di decenni.
Una doverosa premessa: i nostri assaggi hanno toccato un buon numero di vini pugliesi ma sicuramente non così ampio come avremmo desiderato.
In un momento in cui i produttori rischiano di dover riportare in etichetta scritte inquietanti, proviamo a ridare un po’ di leggerezza al settore.
In questa rubrica non parleremo dei problemi geriatrici di qualcuno di noi (anche se sarebbe utile). Il nostro intento è quello di andare a scovare e raccontare i vini italiani “non giovanissimi”. Abbiamo pensato a questa dizione perché non parleremo quasi mai di quelli che vengono definiti “vini da grande invecchiamento” ma cercheremo sorprese, chicche, … Continua a leggere
VINerdìIGP, un vino in 300 battute Color rubino scarico ma brillante, naso con agrumi e frutta matura accanto a spezie finissime. Bocca leggiadra, giustamente tannica, fresca, mai aggressiva. Una seta fatta vino. Assaggiato bendato e mai avrei detto Nobile di Montepulciano, perché una finezza del genere è hors categorie in quella zona.
Da qualche giorno l’Irlanda, grazie al silenzio assenso della Comunità Europea forse in altre faccende affaccendata (ma che doveva comunque esprimersi entro la fine del 2022), può richiedere che sulle etichette di qualsiasi bevanda alcolica e quindi anche del vino, si riportino scritte come quelle qua sotto. Insomma, quella che in Francia, Spagna e Italia … Continua a leggere
Sono almeno due anni che Haris Papandreou, il nostro agente all’Avana per il vino greco, ci ripete che “Lo Xinomavro assomiglia molto al Nebbiolo”. Per questo, quando nella degustazione da lui organizzata ce ne siamo trovati di fronte una ventina, non dico che ci aspettavamo una bella serie di “quasi” Barolo ma una cosa simile. … Continua a leggere
Ecco alcuni commenti raccolti a caldo dopo la chiusura (revocata poi) del Noma. Abbiamo chiesto solo a chi c’ha mangiato almeno 32 volte nello scorso anno.