Prima di parlare della vendemmia 2014 mi piace commentare un attimo una notizia che a prima vista non fa fare una grande figura a noi di Winesurf. Sto parlando del fatto che la nostra guida vini commenta i Barolo 2014 nemmeno due mesi prima della presentazione ufficiale del Barolo 2015 alla stampa internazionale.
Dal punto di vista quantitativo è stata buona ma non certo eccezionale (inferiore sia alla 2016 che alla 2013 e di poco superiore alla 2014) e questo è forse servito anche a migliorarla un po’ dal punto di vista qualitativo.
Prima di iniziare abbiamo pensato: “E se la degustazione desse un risultato negativo? Se il “fattore visita in loco” avesse influenzato oltremodo le nostre valutazioni di allora? Se dovessimo rivedere tutto quello che di buono abbiamo pensato e scritto?”
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Quest’anno i nostri assaggi nei Colli Berici si sono incentrati soprattutto sui rossi, in particolare sul tai rosso che per noi può veramente spiccare nel panorama italico e fare la differenza.
La qualità delle Falanghina è in continua crescita, anche a dispetto di un’annata come la 2017: invece la Coda di Volpe, pur con delle punte molto interessanti, ci ha convinto solo in parte.
Ci è sembrato giusto accorpare le due denominazioni nello stesso articolo, perché secondo noi sono molto legate e quello che succede in una si ripercuote in qualche modo nell’altra.
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