Assaggi
Bianchi campani 2016-2017: Fiano e Greco di livelli siderali
Le degustazioni dei bianchi campani si sono focalizzate su quattro vitigni: fiano, greco, falanghina e coda di volpe e verranno pubblicate in due momenti diversi.
Le degustazioni dei bianchi campani si sono focalizzate su quattro vitigni: fiano, greco, falanghina e coda di volpe e verranno pubblicate in due momenti diversi.
Siamo di fronte a dei Brunello Riserva che magari non dureranno in eterno ma che sono bevibili e godibili sin da adesso: finalmente (almeno in moltissimi casi, non sempre) questa tipologia merita il prezzo non certo basso a cui viene proposta.
Se le annate si misurano col “tanninometro” allora la 2013 non è certo una buona annata. Se invece nel vino si ricerca anche la qualità delle componenti aromatiche, l’eleganza, la complessità e soprattutto la bevibilità, allora la 2013 guadagna molti punti.
Da una parte i Rosso 2016 hanno rotto il cordone ombelicale col Brunello e dall’altra hanno una qualità media altissima, che ci fa ben sperare per i Brunello che degusteremo tra 2 anni.
E dopo aver parlato in generale di Milo e dell’Etna scendiamo nel cuore degli assaggi parlando dei bianchi e dei rosati siciliani che abbiamo degustato nella nostro soggiorno etneo.
Dal 2006 abbiamo degustato 64532 vini. trova il vino che stai cercando
Oggi il Bardolino è un rosso che può essere bevuto giovane ma può tranquillamente invecchiare per qualche anno: naturalmente sto parlando di una fetta dei produttori, non di tutti.
La presentazione dei risultati dei bianchi friulani è avvenuta in agosto, in un periodo vacanziero che magari ha fatto perdere a qualcuno le valutazioni di questa zona così importante per il vino italiano.
La cosa che mi ha colpito di più nelle quasi quaranta Albana degustate è stata la certezza di avere davanti dei bianchi assolutamente non scontati.
Ben 7 giorni di assaggi (e riassaggi) di oltre 350 vini tra banchi e rossi hanno permesso di farci un quadro abbastanza preciso sull’annata 2017 e sul momento del vino altoatesino.
Al contrario di quello che si crede l’annata in Trentino è stata sì mediamente molto più calda del normale, ma in certi periodi, giugno e settembre in particolare, anche più piovosa del normale.

