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Bottiglie pesanti: e se fosse realmente servito a qualcosa?
Ogni tanto ci arrivano segnali incoraggianti e addirittura quelle che potremmo chiamare dimostrazioni che la nostra battaglia serve a qualcosa.
Ogni tanto ci arrivano segnali incoraggianti e addirittura quelle che potremmo chiamare dimostrazioni che la nostra battaglia serve a qualcosa.
Per capire cosa è successo in un anno di Covid nelle principali denominazioni italiane.
E’ molto difficile capire se l’alto livello medio della denominazione “schiacci” comunque verso l’alto la qualità e quindi la renda difficilmente percepibile, oppure se effettivamente la 2016 è un’ottima annata ma non certo del secolo.
Molti produttori usano bottiglie leggere, inquinano meno ma non lo fanno sapere, quasi si vergognano. Allo stesso tempo, specie se sono biologici o biodinamici, ci basano la loro filosofia aziendale. E’ assurdo!
Per noi che da sempre cerchiamo di far capire l’importanza di usare bottiglie leggere quella che ci arriva dalle cantine Lungarotti è una bellissima notizia.
Questa frase comincia ad essere usata usata in riferimento alle microscopiche bottigliette (forse sarebbe meglio dire “flaconi” o “provette” o “contenitori medicali” da 15 a 50 ml) utilizzate per degustazioni online.
Venerdì scorso ho partecipato alle sessioni mattutine e pomeridiane della Valpolicella Annual Conference, l’evento online che in pratica ha sostituito, in tempi di Covid, l’Anteprima Amarone.
E’ forse uno dei pochi libri sull’Alto Adige nato e pensato in italiano e questo fa una bella differenza rispetto a opere magari con bellissimi testi ma tradotti dal tedesco in maniera approssimativa.
SI chiama Gabriele Gorelli, è giovane, è di Montalcino ed uno dei nuovi 10 Master of Wine, che portano il numero a poco più di 400, in tutto il mondo.
Le Stagione e le Uve 2020, non solo è un modo chiaro ed esaustivo per capire in profondità i Colli Orientali, ma è un qualcosa di unico che andrebbe preso come esempio da ogni consorzio di tutela.