GarantitoIGP
InvecchiatIGP. Chianti Classico 1989 Poggerino: tanto di cappello!
Bastava guardare l’etichetta di questo Chianti Classico per farsi un’idea della vendemmia 1989, sicuramente una delle peggiori dal 1970 ad oggi.
Bastava guardare l’etichetta di questo Chianti Classico per farsi un’idea della vendemmia 1989, sicuramente una delle peggiori dal 1970 ad oggi.
Annata 2017 di livello degno, superiore alle (non alte) aspettative.
Un Moscato secco passato in legno? Un azzardo! E invece è stata una grande sorpresa!
Se l’assaggio degli Arneis 2020 (e di altre annate) ci ha dato dei responsi piuttosto chiari, quella dei Roero è stata una degustazione a più facce,
Se dici Nizza viene subito in mente la bella cittadina francese sul mare, basta però aggiungere Monferrato e dal mare passi a “Quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così” che, secondo Paolo Conte, hanno quelli di queste zone quando il mare lo vedono.
Le molte Barbera d’Alba degustate, suddivise tra quattro annate, ci hanno confermato che se c’è un vitigno che “sente” molto l’annata è proprio la barbera.
Iniziamo con i Dolcetto delle tre denominazioni più importanti la presentazione dei nostri assaggi di Langa e Roero. A questi seguiranno nei prossimi giorni la Barbera d’Alba i Roero, i Barbaresco 2018 e i Barolo 2017.
Roberto Felluga ci ha lasciati. La cosa era purtroppo nell’aria, anche se le frasi che si scambiavano erano quasi accenni, come se parlandone piano si potesse rendere meno vera la notizia.
Incontri Rotaliani aveva diversi obiettivi, tutti raggiunti: quelli palesi erano di far conoscere e riconoscere la Piana Rotaliana, ma ce n’era un altro non scritto, che stava a cuore a molti.
Forse il destino enoico della zona era rimanere un tutt’uno viticolo adatto ad essere venduto sfuso a cantine di altri territori più blasonati, oppure direttamente come “Vino dei Castelli” sul mercato romano. Ma…