VINerdì IGP: Sancerre Les Denisottes 2014 Claude Riffault0 min read

Fiori di sambuco e mentuccia e pesca nettarina bianca croccantissima.

Eccoli qui i tratti distintivi del Sancerre di Claude Riffault, e sono i caratteri che mi piace trovare in un sauvignon blanc della Loira.

Nel calice, prende amplificazione con lentezza, acquisendo gradualmente in ampiezza e in fascino.

Angelo Peretti

Angelo Peretti, direttore di Internet Gourmet, giornale online attivo da molti anni.


ARGOMENTI PRINCIPALI



  • Roberto Tonini

    Appena ho visto la parola Sancerre un piacevole tuffo al cuore: finalmente qualcuno che ne parla su Winesurf! Vedo la firma di Angelo Peretti e penso: chi se non lui? Poi leggo poche parole e mi intristisco. Come è possibile parlarne così poco? Come uno sbrigativo messaggio telegrafico e via. Per me questo vino ha significato molto. È stato il primo bianco conosciuto e apprezzato in occasione delle mie frequenti missioni di lavoro in Francia, a partire dagli anni ’80, e fu subito amore. Ed è stato anche uno dei bianchi che assieme ad altri mi ha lentamente fatto migrare, a partire dai primi anni ’90, dai rossi oramai troppo alcolici e “grossi”, come si dice semplicemente in Maremma, ai bianchi che piano piano mi hanno portato a essere i miei vini preferiti. E mi sono accorto della grande varietà dei bianchi che riesce a soddisfare i miei gusti di abbinamento con i cibi più diversi. Confesso però che un altro aspetto mi ha indirizzato verso i bianchi. Questi generalmente sono meno alcolici dei rossi e, vista la quantità che mi serve per un pasto, posso permettermi di bere qualche bicchiere in più senza dovermi alzare brillo ad ogni pasto innaffiato dal rosso. Infine, non essendo un fine degustatore, trovo molto più facile riconoscere ed apprezzare i vitigni bianchi da quelli rossi. Riguardo al Sancerre mi dispiace trovarlo con difficoltà in Italia!

LEGGI ANCHE