Non so quante aziende vinicole italiane abbiano scelto di puntare sul rosato come vino identitario, base di un progetto che lo collochi in una posizione ben diversa da quella usuale, Matteo Giustiniani e Mina Samouti lo hanno fatto.
Ci troviamo nella Lucchesia, a pochi chilometri dalle mura della splendida città di Lucca, tra i fiumi Freddana e Serchio, ai piedi della Alpi Apuane.
Nella parte più in pianura i vigneti si trovano su suoli sciolti, limo-sabbiosi e ciottolosi, mentre in collina c’è più argilla e un buono scheletro; le esposizioni vanno da sud-est a sud-ovest.
Matteo e Mina ha deciso da subito di lavorare perseguendo la strada biodinamica e biologica, puntando al massimo rispetto del territorio, alla ricerca del migliore equilibrio per il suolo e le piante, in un ambito dove i boschi hanno un ruolo tutt’altro che secondario. Tutto parte dalla vigna, in cantina si deve intervenire il minimo possibile e preservare le caratteristiche espressive di ogni annata.

Le uve allevate sono vermentino, sangiovese, syrah, cabernet sauvignon, merlot, tre di queste contribuiscono alla composizione del rosato “Primavere” (il cui numero cambia di anno in anno, infatti questa è la quindicesima vendemmia effettuata dal 2010): il sangiovese viene pressato a grappolo intero in modo soffice, poi in macerazione a freddo contribuiscono il syrah e il vermentino. La sfecciatura del succo ottenuto viene fatta a bassa temperatura, la fermentazione è spontanea ed è attivata da uno specifico pied de cuve ottenuto dalla vigna.
Affinamento in acciaio sulle fecce fini per 4 mesi. In pratica è un assemblaggio di mosti fiore.
La degustazione
Più rosa di così non potrebbe essere, davvero molto bello, un pastello, ricorda in parte la buccia di cipolla ma con una tonalità rosa più netta. Il bouquet è molto gradevole e fine, ricorda la rosa canina, il pompelmo rosa, il melone, il mandarancio.
Palato fresco, succoso, assolutamente privo di derive dolci, incedere di notevole fascino che invita a portarlo a tavola, magari gustando un paio di fette di prosciutto Bazzone o una garbugia primaverile. Ah, dimenticavo! Il 15 Primavere ha 12 gradi di alcol, valore perfetto per questa tipologia, che ne conferma ulteriormente la dote di gaudente bevibilità.