“Fiorfiore” 2015 Roccafiore, Umbria Grechetto Igt

Non siamo degli appassionati dei vini bianchi che fanno legno, soprattutto quando quest’ultimo -ed è un caso non raro- prende il sopravvento e va a mascherare le caratteristiche organolettiche espresse da vitigno e luogo d’origine. In una parola va a coprire il “terroir”.

Degustazione Frascati, ovvero “Dare a Cesare quel che è di Cesare”

Da un punto di vista mediatico credo che il Frascati siano una delle denominazioni meno considerate d’Italia. Di motivi ce ne sono a bizzeffe ma qualche volta dagli errori si impara e magari si cerca anche di rimediare. Questo è in estrema sintesi quello che stanno facendo i produttori di Frascati e i risultati si cominciano a vedere.

Stampa estera a portata di clic: Wine Spectator, vol. 42, luglio 2017

Una immagine del Moulin Rouge di Toulouse-Lautrec è al centro della copertina di questo numero di luglio, ad accompagnare il titolo “L’arte di collezionare: i consigli degli esperti per creare una grande cantina”. Titoli minori sono per gli Chardonnay e gli Zinfandel della California, cenare a Los Angeles, il meglio dell’Australia, Louis Latour, il principe della Borgogna.

Degustazione Custoza: “Five grapes is megl che one?”

La moda del monovitigno bianco, ben portata avanti da intere regioni come Alto Adige, Trentino e Friuli, ha retrocesso nell’immaginario collettivo gli uvaggi o a vini “di rattoppo” (nel senso di mettere assieme varie scampoli rimasti in cantina) o, all’opposto, a vini importanti e strutturati che hanno bisogno di tanto tempo per crescere e di tanti soldi per essere acquistati.

Stampa estera a portata d clic: Decanter di luglio 2017

Dalla License to kill di James Bond alla license to chill per i migliori 25 rossi per l’estate nel titolo principale di copertina di Decanter. Altri titoli: alla scoperta dei Nebbiolo piemontesi great-value, quelli del Roero e delle Langhe, Champagne di vignerons con un’intervista ad Anselme Selosse, i vini di Santa Cruz.

Gustando e degustando Maremma e vermentino

E’ talmente bella la Maremma! Anche in questa stagione dove il giallo oro dei campi predomina sulle varie macchie di verde di alberi e arbusti. I cigli delle strade con i ciuffi struffati delle erbe secche non hanno certo l’aspetto dei cigli svizzeri! Eppure questo aspetto scapigliato riesce a incantarmi proprio così. Ogni tanto un recinto con un abbeveratoio e qualche animale, e poi campi e campi di grano ancora da trebbiare. Tutto sembra essere abbandonato e invece è solo l’aspetto di una ragazza naturale, un po’ selvaggia e scapigliata.