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Caro Mauss, sul Wine Symposium a Villa d’Este ecco perché ci sentiamo presi in giro
Uno degli appuntamenti VIP dell’anno e per questo decidiamo, anche se riteniamo sia difficile, di chiedere un accredito, ma…
Uno degli appuntamenti VIP dell’anno e per questo decidiamo, anche se riteniamo sia difficile, di chiedere un accredito, ma…
Dal 9 giugno aprirà la mostra fotografica che lo ricorda e che tutti quelli che oggi sanno ruotare un vino nel bicchiere dovrebbero vedere.
E dopo aver parlato del “Pianeta Mamoiada” eccoci a presentare i suoi abitanti, alias produttori. Quasi tutti sono piccolissimi e qualcuno non imbottiglia nemmeno, ma rappresentano una bellissima sorpresa per chi ama il cannonau.
Si tratta di uno dei due numeri “fuori serie” dedicati all’enoturismo, un fenomeno in grande ascesa in Francia come in Italia.
Alberello. Coltivazione biologica. Limo e argilla. Gaglioppo. Un rosato che fa spettacolo, a mio avviso il migliore fatto da Sergio Arcuri.
Il termine Pianeta Mamoiada calza alla perfezione a questo territorio, con un’atmosfera e caratteristiche uniche e forse irripetibili, che per tre giorni ci ha visto girare per vigne e cantine.
Mi ha sempre affascinato il percorso di Mario Zanusso, iniziato con papà Ferdinando negli anni ’90, quasi 30 anni durante i quali ha visto gli effetti delle mode sul vino friulano e delle altre regioni.
Ci sono varie Loira: quella turistica e un po’ mielosa, quella vissuta, annusata e frequentata, quella degustata e seguita in lontananza. Poi c’è la Loira di Francesco Falcone e le mette d’accordo tutte.
7.000 ettari di vigneto coltivati principalmente a garganega, più di cinquanta milioni di bottiglie venduti in circa 70 paesi del mondo, sono il biglietto da visita di una zona in costante movimento.
Raffaele, da vigne anche centenarie piantate in contrada Piano dell’Angelo, produce questo aglianico in purezza che è uno spettacolo di equilibrio e profondità, lontano mille miglia da certi stili dove conta solo la grassezza associata alla potenza alcolica.