Nato nella Maremma più profonda, diciamo pure in mezzo al padule ancora da bonificare, in una comunità ricca di personaggi, animali, erbe, fiori e frutti, vivendo come un piccolo animale, ho avuto però la fortuna di sviluppare più di altri olfatto e gusto. La curiosità che fortunatamente non mi ha mai abbandonato ha fatto il resto. Scoperti olio e vino in tenera età sono diventati i miei migliori compagni della vita. Anche il lavoro mi ha fatto incrociare quello che si può mangiare e bere. Scopro che mi piace raccontare le mie cose, così come a mio nonno. Carlo mi ha invitato a scrivere qualche ricordo che avesse a che fare con il mangiare ed il bere. Così sono entrato in questa fantastica brigata di persone che lo fanno con mestiere, infinita passione e ottimi risultati. 

Io sto qui e aspetto Bartali

Come Bartali ha superato da vincitore montagne durissime, così il nostro Roberto Tonini ha superato da pochi giorni quella che potremmo definire la “Cima Coppi” (così impara ad essere per Bartali) della vita, i cinquant’anni di matrimonio.

Invecchiando s’impara

Il primo vino assaggiato è stato quello nell’ampollina di don Pietro Rigon. Forse rifletteva il carattere e la personalità del parroco: un asceta che faceva le prediche senza mai aprire gli occhi.

L’uva di casa mia e il Capitano Ultimo

A Braccagni la vite cresce anche se la tagli alla base. Del resto nel paese dove ha vissuto e si è sposato il Capitano Ultimo succede questo e altro. Un altro quadro maremmano del nostro Granocchiaiao

I Pastorelli

Torna il Granocchiaio con una storia da godersi sotto l’ombrellone, tra ricordi di famiglia, case di fate, polli arrosto, minestroni e anche papi giurisdavidici.

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