Editoriale
Sfogo da vecchio: il mondo del vino al tempo delle guerre e delle paraolimpiadi
Premetto che non parlerò solo di vino e quindi a chi interessa solo quel settore può andare oltre tranquillamente.
Premetto che non parlerò solo di vino e quindi a chi interessa solo quel settore può andare oltre tranquillamente.
Ci voleva una sana dose di coraggio per scrivere un libro sul vitigno bianco più piantato e meno considerato d’Italia.
La notizia è freschissima: il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo e il Consorzio Collio hanno firmato un accordo di reciproca promozione.
Sessanta anni fa il vino di un piccolo borgo toscano ricco di storia, enoica e non, festeggava l’ottenimento della DOC.
La degustazione lunga trent’anni nacque in un momento particolare per me, per tanti altri amici e per il vino italiano, ha vari padri putativi e mi sembra giusto citarne tre: Nick Belfrage MW, Arcigola (Ora Slow Food) e naturalmente la Tenuta di Capezzana.
Una sorpresa che nasce in una denominazione “Cenerentola” dove molto spesso le uve migliori vanno nei vini più blasonati di altre denominazioni che si sovrappongono.
Un Cava che vale molto, molto più di 11 euro. Da provare!
Essendo interista sfegatato quello di oggi è l’unico 3 a 1 che mi rende felice: dopo 3 Master of Wine uomini finalmente 1 Master of Wine donna!
E’ possibile che per produrre un vino di qualità si debba per forza restringere, restringere e restringere ancora una zona di produzione, fino ad arrivare ad un definito terroir, al cru, al clos e addirittura alla sua suddivisione in filari?
Freschezza e importanza delle uve “damigelle” del sangiovese sono due punti basilari della vendemmia 2024.