Assaggi
Bianchi della Sicilia 2018: non si può certo gioire
Grazie al Comune di Milo abbiamo potuto raccogliere e degustare bianchi e rossi dall’Etna e da tutta la Sicilia.
Grazie al Comune di Milo abbiamo potuto raccogliere e degustare bianchi e rossi dall’Etna e da tutta la Sicilia.
Un’annata non certo facile ma che, almeno per i bianchi, è stata ben interpretata. Vedendo anche i buoni risultati dei bianchi liguri potremmo definire la vendemmia 2018 “quella del Vermentino”.
Nell’arco di pochi giorni due importanti rappresentanti del mondo del vino cosiddetto naturale, Stefano Amerighi e Alessandro Dettori, hanno fatto dichiarazioni con molti punti in comune.
Mi mancano delle certezze, oramai da sempre e in quantitativi industriali! Per questo quando ne trovo o penso di trovarne una sono felice, almeno in un primo momento.
Da un’annata squilibrata e difficile come la 2018 sono venuti fuori Vermentino e Pigato equilibrati e piacevoli.
Per il 94,32% degli italiani e per il 90.02% dei bevitori esteri -fonte (essiccata) Winesurf- ogni vino italico che ha bollicine in quantitativi non omeopatici (tipo residuo di carbonica) viene definito “PROSECCO”.
Basta una sniffata e un sorso di questo clamoroso Extra Brut Riserva 2005 di Faccoli per dimenticare ogni preconcetto sui Franciacorta.
L’Alto Adige vive un grande momento vitivinicolo, che nel prossimo futuro ne cambierà il profilo agronomico, enologico, commerciale mantenendo però per buona parte la sua immagine verso i consumatori.
Propongo una moratoria delle cazzate, tipo pensarci un po’ prima di spararle, specie se camuffate da notizie.
Anche se l’annata 2018 è stata presentata in molte parti d’Italia come ottima, bisogna purtroppo riscontrare che le temperature medie molto alte, non solo nei mesi estivi, hanno creato qualche problema.