InvecchiatIGP: Monti Lessini DOC Metodo Classico Dosaggio Zero Riserva 100 Mesi 2015, Sandro De Bruno3 min read

In questa rubrica non parleremo dei problemi geriatrici di qualcuno di noi (anche se sarebbe utile). Il nostro intento è quello di andare a scovare e raccontare i vini italiani “non giovanissimi”. Abbiamo pensato a questa dizione perché non parleremo quasi mai di quelli che vengono definiti “vini da grande invecchiamento” ma cercheremo sorprese, chicche, specie tra vini che nessuno si aspetterebbe.

Ci possono essere vari modi per parlare di Sandro De Bruno e dei suoi vini: possiamo dire che è un bravissimo produttore di Soave oppure un difensore della quasi defunta Soave Colli Scaligeri DOC o ancora peggio ( o meglio!!!) un accanito sostenitore di un’uva che non ha mai decollato, la durella.

La durella è un’uva che si trova essenzialmente sui Monti Lessini, dietro Verona: ce ne sono meno di 500 ettari e la sua principale caratteristica è di essere tardiva (anche adesso Sandro la vendemmia dopo la metà di ottobre) e di avere pH bassissimi e acidità altissima. Un uva per vini bianchi taglienti come l’acciaio o per spumanti metodo classico di assoluta e austera finezza.

E proprio di questi voglio parlarvi, in particolare del suo Metodo Classico denominato 100, cioè che resta 100 mesi sui lieviti. Ma questa è solo una delle molte particolarità.

La prima è che il mosto, prima di iniziare la fermentazione fa una macerazione a freddo di circa 12 ore, la seconda è che a fine della prima fermentazione (fatta temperature attorno ai 12/13 gradi) rimane un anno in vasca d’acciaio sui propri lieviti (con cadenzata movimentazione delle fecce fini) e solo dopo questo periodo viene messo in bottiglia per la presa di spuma. A questo punto le strade si dividono in tre: tutti pas dosé ma una parte viene sboccata dopo 36 mesi, una seconda dopo 60 e la terza dopo 100. Quest’ultima rimane ancora un anno in cantina dopo la sboccatura e poi viene messa in vendita.

Dovete sapere che la durella di Sandro è piantata su terreni basaltici e per questo bisogna scomodare un termine ora demodé come “minerale”. In realtà questi vini e in particolare il 100 mesi, sono la quintessenza della mineralità perché hanno tono fumè, quasi terroso che viene direttamente dalle rocce basaltiche e si associa a note che  ricordano il limone e a sentori floreali. Profumi così sono indimenticabili e certamente poco adatti a chi predilige il fruttatino dal profumo di mela.

Ma, anche se sembra impossibile questo vino sorprende ancora di più al palato: freschezza e verticalità assoluta ma accanto ad una bollicina finissima, cremosa, che unisce sapidità ad una impensabile dolcezza finale, sorprendente appunto perché il vino ha zero zuccheri residui.

Un vino che mi ha conquistato e fatto capire come sia possibile, in Italia, fare dei metodo classico che escono dalle strade segnate e segnano nuovi orizzonti per la tipologia.

Ultima cosa: un spumante metodo classico buonissimo, che resta 10 anni sui lieviti, che nasce da un’uva particolare, quanto volete pagarlo? 100  Euro? Ma per carità! 60 Euro? Ma non scherziamo! 40 euro in cantina è il gioco è fatto!

Siete sempre lì? Mentre partite a spronbattuto per Montecchia di Crosara, dove si trova l’azienda Sandro De Bruno, ricordatevi che il consiglio ve lo ha dato Carlo Macchi, direttore di Winesurf e quindi bevete alla mia salute.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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