Non posso dire che il mondo del vino kasher abbia mai attirato in modo particolare il mio interesse. Pur essendo ebreo, non ho mai dato più di una minima attenzione alle prescrizioni alimentari stabilite nella Bibbia.
A lume di naso, tranne qualche rara eccezione, la denominazione non è che negli ultimi tempi goda di ottima salute nonostante le enormi potenzialità di un territorio, come quello di Montepulciano, dove si fa vino fin dai tempi degli Etruschi.
Poter assaggiare tutte le annate prodotte di un vino è un’esperienza assai gratificante per un degustatore, perché, oltre a verificarne la tenuta nel tempo e la sua evoluzione, si possono anche toccare con mano le variazioni stilistiche e le pratiche enologiche dovute ai diversi andamenti climatici delle annate.
L’idea di “esportare” Le Rencontres Henri Jayer è venuta qualche anno a fa a Pasquale Forte, proprietario di Podere Forte a Castiglion d’Orcia. Pasquale me ne parlò assieme a Jacky Rigaux, organizzatore de Le Rencontres in Borgogna e l’idea è poi maturata piano piano.
Me lo ricordo bene quel dicembre del 2009: visitare Le Macchiole è stata un’esperienza unica perché da illustre sconosciuto quale ero (e continuo ad essere), Cinzia Merli mi dedicò quasi una intera giornata
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