Assaggi
Bolgheri Superiore 2015 e Bolgheri Rosso 2016: finalmente parla il territorio!
Con le vendemmie in commercio (2016 Rosso e Superiore 2015) sembra che finalmente Bolgheri stia assumendo un suo carattere definito.
Con le vendemmie in commercio (2016 Rosso e Superiore 2015) sembra che finalmente Bolgheri stia assumendo un suo carattere definito.
La Val San Martino è suddivisa tra cinque comuni bergamaschi e quattro del lecchese. Da uno di quest’ultimi, Calolziocorte, arriva questo Merlot, unico prodotto di Simone Rossi
I vigneti dei due Châteaux sono praticamente l’uno accanto all’altro, anche se fanno parte (almeno parzialmente) di due territori comunali diversi, Pessac e Talance, dove si trova La Mission.Si tratta della porzione più vicina a Bordeaux del terroir dell’AOC Pessac-Léognan,nelle Graves du Nord o Graves de Bordeaux.
Si comincia con l’articolo di Gordon Mott alla ricerca dello spirito del Messico. Naturalmente non si può tacere del Mezcal, preparato col solo cuore dell’agave. La procedura di preparazione (dalla pianta alla bottiglia) è illustrata in un secondo articolo più breve, che segue. Si chiude l’argomento con la presentazione di una selezione di Tequila pregiate.
Da vino mediatico a brutto anatroccolo di cui non parlare mai. E’ la metamorfosi del Patrimo, vino rosso dell’anno per la Guida dei Vini Gambero Slow Food nella vendemmia 2000 lanciato nel 1999 a centomila lire da Enzo Ercolino, allora patron dei Feudi di San Gregorio e protagonista incontrastato della scena vitivinicola regionale.
“Cortaccia rossa la trionferà/Cortaccia rossa la trionferà/Cortaccia rossa la trionferà/Evviva i bordolesi e chi ce li dà!” Questo strambo motivetto enopolitico mi frullava in testa mentre mi avvicinavo alla Cantina di Cortaccia, dove si sarebbe svolta Cortaccia Rossa, sfida-degustazione tra vitigni e uvaggi bordolesi prodotti in questo piccolo comune altoatesino e quelli di una zona molto più famosa.
Bottiglia con tappo fradicio, vino a metà spalla della bottiglia (l’etichetta stava pure peggio e per questo non la mostro). Considerando l’annata da tregenda l’ho aperta sicuro del peggio. Invece complessità, freschezza, equilibrio, GRANDEZZA! Un vino commuovente, sono ringiovanito. Grazie Marco Pallanti!
Mi piacciono i Bordeaux e in genere li preferisco con un bel po’ di anni sulle spalle. Però non ho saputo resistere a questo Pessac-Léognan del 2012 di cui avevo letto che non ha pienezze esagerate. Il frutto – il cabernet sauvignon si avverte – è davvero nitido, avvincente. Bel vino. Peccato costi un po’, … Continua a leggere