Bolgheri Superiore 2015 e Bolgheri Rosso 2016: finalmente parla il territorio!2 min read

Qualche anno fa ebbi uno scambio di opinioni col collega olandese  Fred Nijhuis sulle reali possibilità dei vini di Bolgheri. Io parlavo di mancanza di un filo conduttore, forse dovuto a  vigne troppo giovani. Lui mi disse semplicemente che i vigneti a Bordeaux ci sono da centinaia di anni mentre a Bolgheri, a parte alcuni famosi esempi, da non più di 15-20.

Fred Nijhuis

Questa per lui era la differenza sostanziale e devo ammettere che, degustando i Bolgheri base 2016 mi è tornato in mente il suo punto di vista e gli ho dato ragione.

In effetti con le vendemmie in commercio (2016 Rosso e Superiore 2015) sembra che finalmente Bolgheri stia assumendo un suo  carattere definito, dovuto in buona parte alla crescita del vigneto, che va di pari passo con la sempre maggiore competenza e conoscenza dei produttori bolgheresi rispetto a quello che hanno in vigna.

Forse per questo i Bolgheri “base” sono anche più omogenei come tipologia, non passano più da prodotti monolitici a espressioni leggerine  e poco espressive, da profumi di mora matura (per non parlare del legno spesso molto marcato) a sensazioni estremamente vegetali.

Facciamo un minimo di approfondimento: date un’occhiata a questi numeri, che mostrano in che anni è stato piantato il “vigneto Bolgheri”.

1960-1989 2,37%

1990-1999 21,97%

2000-2009 57,02%

2010-2017 18,64%

Da questi dati, dai quali viene fuori che il Vigneto Bolgheri ha un’età media  di 12.62 anni, si vedono alcune conferme di quanto sopra detto.  Se magari 12 anni sono pochi per un Gran Vin , sono più che sufficienti per cominciare a ragionare seriamente su l sistema Bolgheri per quanto riguarda i vini base , specie se questi coprono quasi il 70% dei vini prodotti nella denominazione,  che nel 2017 è arrivata a oltre 6 milioni di bottiglie.

Si parla quindi di più di 4 milioni di bottiglie  (4.2 per la precisione) che oltre a fare massa critica mostrano anche una coerenza stilistica maggiore ed una qualità elevatasi non di poco negli ultimi anni e culminata con gli ottimi risultati del 2016.

I Bolgheri Superiore 2015, figli di una vendemmia per noi di alto livello, confermano quanto trovato nei Bolgheri Rosso, con alcune logiche diversità.

  • Ogni cantina cerca di caratterizzare il suo prodotto di punta e quindi vi è una minore omogeneità stilistico-territoriale
  • I legni sono ovviamente più marcati ma moooolto meno rispetto al passato.
  • La fiducia nel cabernet franc porta a profumi che solo un neofita può definire “vegetali”: in realtà questo vitigno sta apportando freschezza e dinamicità a tanti vini di punta.
  • Anche se in zona ci sono vini che prendono allori mondiali a ripetizione ci sembra che i prezzi siano in qualche caso esagerati, specie per un vino che alla fine invecchia la metà di un Brunello.

Comunque troverete tra i vini degustati dei prodotti di altissimo livello, già abbastanza pronti e godibili, anche se il nostro consiglio è quello di aspettare almeno per 3-4 anni prima di bere un Superiore 2015.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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