Partiamo subito con il “ma…”
Prima di parlare della qualità dei bianchi campani del 2025 (e delle annate precedenti), sicuramente alta per quanto riguarda Fiano di Avellino e Greco di Tufo, dobbiamo parlare di una caratteristica che abbiamo trovato in molti vini e che ci ha veramente colpito, non certo positivamente. Se c’era una cosa che distingueva i bianchi irpini oltre alla qualità alta era la loro riconoscibilità, sia aromatica che gustativa, specie dopo il primo anno.
I nostri assaggi hanno invece evidenziato come, dopo 2-3 anni tantissimi vini da vitigni diversi puntino, dal punto di vista aromatico su note che si assomigliano tantissimo e vanno spesso da semntori agrumati (pompelmo in primis) a lievi sentori minerali.
Nel recente passato le somiglianze aromatiche si avevano nei vini d’annata, soprattutto nei primi mesi dopo l’entrata in commercio ed erano dovute all’utilizzo di lieviti selezionati e di pratiche di cantina (leggi fermentazioni a basse temperature con utilizzo di nutrimenti di lieviti) che nei primi tempi omologavano tanti vini. Ora invece l’omologazione aromatica, sempre esistente nei vini giovanissimi si è allargata fino a due-tre anni e questo è per noi un problema non da poco.

Per fortuna basta metterli in bocca per capire se siamo di fronte alla rotonda ma ferma pienezza di un Fiano o alla fresca e tannicamente nervosa potenza di un greco o alla finezza di una falanghina, ma dal punto di vista aromatico ormai imperversano, almeno nel 60% dei vini (ripetiamo, da ogni tipo di uva!) gamme aromatiche che anche dopo 2-3 anni virano allo stesso modo, rendendoli, molto, troppo simili.
Questo, in una regione che ha sempre fatto della diversità dei suoi vini (specie quelli irpini) un punto di forza ci fa pensare che lentamente stia accadendo qualcosa che nel tempo potrebbe portare a perdere una carta importante sul mercato. Precisiamo che questo non succede solo in Campania ma in molte parti d’Italia, dove si trovano sempre più vini buoni ma simili, a prescindere dal vitigno.
Potrebbe essere facile dare la colpa a destra e a manca per questa omogeneizzazione degli aromi ma adesso il nostro compito è quello di mettere in guardia i produttori da una deriva che rischia di ritorcersi su di loro perché se, alla fine dei salmi, il bianco X e il bianco Y si assomigliamo molto al naso sia da giovani che dopo un breve invecchiamento, alla fine verrà acquistato il vino che costa meno e in tante zone della Campania la viticoltura ha costi reali importanti. Quindi per far valere realmente il territorio e il vitigno serve che questi si riconoscano, non solo a parole!
Veniamo adesso ai vini partendo dai DOCG irpini.

Fiano di Avellino
Tra i 2025 la prima cosa chi ci ha colpito, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, è il colore abbastanza scarico o forse è meglio dire un po’ meno carico: niente di strano o di negativo. Al naso abbiamo sentito più fiori che frutta con alcuni note verso le erbe officinali: in generale le note aromatiche sono ben espresse. In bocca ci sono sembrati abbastanza pronti, corpo medio, buona sapidità e in qualche caso una certa, piacevole, austera freschezza. Come detto più volte stiamo parlando di quelli che potremmo definire “versioni base” che fanno ben sperare per le selezioni o le riserve che usciranno nei prossimi anni. Parlando invece delle annate precedenti assaggiate c’è un riscatto della vendemmia 2024 che lo scorso anno ci aveva un po’ deluso e comunque si conferma quanto detto per i 2023, 2022 . In generale il Fiano per noi ha perso praticamente tutto il vantaggio che aveva sul “cugino” Greco di Tufo, non per niente i vini che hanno ottenuto almeno 80 punti (per noi non sono pochi, lo diciamo sempre!) sono il 56%, che per una denominazione così importante ci sembra un po’ poco anche se i Vino Top sono sempre lì a dimostrare dove può arrivare questo vino.
“Vino Top” 7: tre del 2025, due del 2024, uno del 2023, uno del 2022
Voto al Fiano di Avellino 2025: 7-
Greco di Tufo
I Greco di Tufo 2025 ci sono proprio piaciuti! Freschezza, buon corpo, dinamicità, accenni tannici e nasi con piacevolissimi aromi floreali e minerali ci hanno veramente soddisfatto. Sicuramente un gradino sopra ai Fiano di Avellino anche per complessità. Pure le annate precedenti ci hanno dato ottimi risultati, sempre puntando su freschezza gustativa, corpo importante dove ben si posiziona il “tannino” del greco, freschezza e prospettive di invecchiamento importanti. Tanto per darvi un’idea la percentuale dei vini con almeno 80 punti qui è del 76%, che parla da sola della qualità di questo bianco.
Vino Top 6. tre del 2025, tre del 2024
Voto al Greco di Tufo 2025: 8.50

Falanghine
Abbiamo messo il plurale perché qui raccogliamo sia quelle del Sannio che dei Campi Flegrei che qualcosa fuori da queste zone più famose. Per quanto riguarda l’annata 2025 i Campi Flegrei vincono il duello col Sannio anche se non siamo certo di fronte alla vendemmia del secolo. Nel Sannio abbiamo trovato profumi poco intensi e una mancanza spesso importante di peso al palato: entrambe queste caratteristiche migliorano abbastanza se andiamo nei Campi Flegrei. Comunque la Falanghina è ormai un vitigno che dà il meglio di sé dopo qualche anno e questo in entrambe le zone, anche se la profondità gustativa e aromatica che si trova nei Campi Flegrei non è facile da scovare nel Sannio.
Vino TOP 1. Una Falanghina dei Campi Flegrei del 2025
Voto alla Falanghina del Sannio 2025: 6+ Voto alla Falanghina dei Campi Flegrei 2025: 7
Altri vini
La crescita del vino Campano si misura forse meglio prendendo in considerazione le altre zone, in particolare per i bianchi la Costiera Amalfitana, Ischia e La zona del Vesuvio. La prima in particolare propone spesso (non tutti gli anni) vini veramente unici e particolari, che uniscono potenza a complessità e diversità aromatica. Ischia e i suoi bianchi a base biancolella sono quasi sempre una garanzia e il Vesuvio, come scritto lo scorso anno, è cresciuto a ritmi esponenziali. Un ultima annotazione per la Coda di Volpe, vitigno poco piantato ma che sia nel Sannio che in Irpinia porta i pochi produttori a vini sempre interessanti.
Vino Top: due Costa d’Amalfi del 2024
Voto medio non riferito solo all’annata 2025: 7.50
In conclusione
Non possiamo non ringraziare gli amici organizzatori di Campania Stories e il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia per averci affiancato e aiutato nella raccolta dei campioni. Senza di loro il nostro lavoro in Campania sarebbe impensabile.