Assaggi
Rosati pugliesi del 2025: più corpo e meno finezza
La 2025, lodata per la sua esuberanza produttiva (8,4 milioni di ettolitri) e per la sanità delle uve, ha posto non pochi problemi, a partire dall’anticipo della vendemmia.
La 2025, lodata per la sua esuberanza produttiva (8,4 milioni di ettolitri) e per la sanità delle uve, ha posto non pochi problemi, a partire dall’anticipo della vendemmia.
Durante i nostri assaggi al Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG abbiamo intervistato il suo direttore, Diego Tomasi, su alcuni argomenti per noi basilari quando si parla di Prosecco.
Erano molti anni (per la precisione dieci) che non assaggiavamo i Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e ci sembrava il momento giusto per farlo.
L’immagine classica di questo territorio – nell’immaginario collettivo dominato dai vini ossidativi e con il Savagnin come monarca assoluto – si scontra sul campo con una realtà molto più complessa, articolata e ricca di sfumature.
Con i suoi 8 milioni circa di ettolitri nel 2024, la Puglia si conferma la seconda regione, dopo il Veneto, per quantità di vino prodotto, di cui il 57 % di rossi e il 43 % di bianchi, quest’ultimi in costante crescita.
Paternoster è un nome che non ha bisogno di presentazioni: è stata per un secolo l’azienda che più di altre ha rappresentato il territorio e quindi l’Aglianico del Vulture, identificandosi con la Basilicata.
La degustazione di quasi 100 rosati pugliesi ci permette di fare un quadro abbastanza esaustivo.
Quando pensi alla Spagna dei vini , ti vengono in mente i suoi rossi, ma c’è un lato bianco che si conosce poco e merita di essere apprezzato. Arriva dalla Galizia, da quella terra meravigliosa che porta il nome di Rias Baixas. L’Albariño, principe incontrastato del territorio, è un vitigno che cresce e matura benissimo … Continua a leggere
Una produzione che vede solo il 30% andare in bottiglia, consegnando il resto al mercato dello sfuso, è una situazione che richiede risoluzioni drastiche.
Sorprendente ! Il termine potrebbe sembrare esagerato, ma ci sta tutto: andiamo per ordine.