Questa è praticamente un’intervista doppia perché Filippo Antonelli copre due-tre ruoli: il primo e il secondo sono quelli di produttore di Sagrantino e Presidente del Consorzio Montefalco, il terzo è di produttore/ proprietario del Castello di Torre in Pietra nella zona di Roma.
La Tenuta ha origini che risalgono al XIV secolo e si estende per 220 ettari incontaminati nei quali troviamo 10 ettari di vigneti localizzati a circa 500 metri, ovvero la massima altitudine di tutto il comprensorio di Montefalco.
Quest’anno non siamo potuti andare a degustare a Orvieto causa Covid, ma i vini ci sono comunque arrivati in ufficio, raccolti e spediti dal Consorzio dei Vini di Orvieto, che ringraziamo.
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Non sono un amante del genere, soprattutto se bevuto in estate, ma questo Sagrantino di Montefalco, da viti piantate a 500 metri, la massima altitudine in tutto il comprensorio della DOCG, è assolutamente sorprendente.
Credo che fare un punto preciso, anche dal punto di vista dei disciplinari, sia fondamentale, altrimenti tra qualche anno il “polverone stilistico” sul Trebbiano Spoletino coprirà ogni via che porta al mercato.
La manifestazione incentrata su questo vitigno quest’anno ha cambiato in parte la sua veste, privilegiando, accanto alla classica degustazione dei Ciliegiolo di Narni e di altre parti d’Italia, anche delle interessanti visite nelle cantine dei produttori locali.
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