VINerdì IGP, un vino in 300 battute Mica facile oggi farsi sorprendere da un metodo classico chiantigiano a base Sangiovese. Ci riesce quest’intrigante dosaggio zero: naso intenso di crosta di pane, note fumè e biscotti Lazzaroni (profumi della memoria), lasciati sospesi nel retrogusto e tenuti a bada dall’acidità e dalla verticalità del sorso.
VINerdìIGP, un vino in 300 battute Color rubino scarico ma brillante, naso con agrumi e frutta matura accanto a spezie finissime. Bocca leggiadra, giustamente tannica, fresca, mai aggressiva. Una seta fatta vino. Assaggiato bendato e mai avrei detto Nobile di Montepulciano, perché una finezza del genere è hors categorie in quella zona.
Quello che ci sentiamo di dire forse se lo diciamo in gergo calcistico si capisce meglio: la Rufina ha smesso di avere uno o due grandi campioni in una squadra mediocre ed è diventata una formazione di tutto rispetto, con degli ottimi elementi in ogni ruolo.
Adoro le verticali, perché consentono di capire molto non solo sull’evoluzione di un vino in sé (che non è poco, comunque), sulle aziende che lo producono e la loro storia ma, più in generale, anche sui mercati vinicoli, l’economia e le abitudini di consumo che una società, bevendo il vino, esprime nel tempo. Quella che, … Continua a leggere
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