Colfondo Agricolo: un buonissimo  e giusto scoglio nel mare del Prosecco3 min read

Una frase di una famosa canzone di Lucio Battisti recita “Come può uno scoglio arginare il mare”. Mi è venuta in mente assaggiando, come ogni anno, i Colfondo Agricolo, tipologia che potrei definire un  buonissimo scoglio nel mare del Prosecco DOC e DOCG. In realtà il Colfondo Agricolo non vuole assolutamente arginare il “mare Prosecco”, ma solo mantenere una sua precisa collocazione.

Infatti secondo calcoli a braccio ma piuttosto validi la DOCG Asolo arriva ormai vicina ai 35 milioni di bottiglie, quella Conegliano Valdobbiadene oltre i 90 milioni e il Prosecco DOC supera tranquillamente i 500 milioni.

Il Colfondo Agricolo, prodotto da 21 giovani produttori si muove tra le 150.000 e le 200.000 bottiglie. Questi numeri vi danno la misura del mare e dello scoglio e magari vi domanderete perché parlare di un vino prodotto in numeri così esigui.

I motivi sono molti e li ho esposti anche in passato qui qui e ancora qui. In sintesi perché il Colfondo Agricolo rappresenta la vecchia storica maniera di produrre glera frizzante, perché è un vino secco che rifermenta in bottiglia e ha un’alcolicità bassa (di media attorno agli 11.5°).

Questi sono dei buoni motivi ma il migliore arriva adesso: non so se per merito della rifermentazione in bottiglia o perché a questo vino vengono dedicate parcelle particolarmente buone di glera ma per me è sempre più profumato, elegante, piacevole e quindi più buono di un Prosecco DOCG  o DOC.

C’è anche un altro fattore importante: entra in commercio praticamente dopo due anni dalla vendemmia e questo permette di capire meglio le possibilità di maturazione della glera e le caratteristiche dell’annata.

Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

Ma dove nasce il Colfondo Agricolo? Nasce negli stessi comuni e dalle stesse vigne dei Prosecco DOCG e infatti i 21 giovani vignaioli (tutti FIVI)  producono molto Prosecco DOCG (Asolo o Conegliano Valdobbiadene) e un po’ di Colfondo Agricolo. E’ un vino che resterà di nicchia ma che permette di capire meglio le grandi possibilità della glera, anche nell’invecchiamento.

Quest’anno abbiamo assaggiato la 2024, annata che ha presentato una faccia estremamente giovane, in qualche caso ancora “cruda” e a cui altri 6/8 mesi di bottiglia non farebbero certo male. I risultati degli assaggi li trovate nella nostra guida vini ma in generale la degustazione è andate molto bene e la qualità media dei vini assaggiati è alta, sicuramente più alta rispetto a 4-5 annate fa, quando qualche Colfondo Agricolo era meno performante rispetto agli altri.

Bisogna anche dire una cosa che mi hanno insegnato gli anziani della zona: bere un vino frizzante attorno alle due atmosfere è molto più digeribile che bere uno spumante a cinque-sei e anche questo è un grosso vantaggio del Colfondo Agricolo, che come prezzo si posiziona tra i 12e i 14 euro in enoteca.

Insomma, credo si possa proprio dire che  questo buonissimo “scoglio” nel mare del Prosecco ha sempre più un suo senso compiuto e un suo giusto ruolo, tanto che converrebbe quasi metterci un “faro” sopra così da trovarlo più facilmente.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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