Bella la Toscana, anzi bellissima e lo sanno in tutto il mondo. Questa è la nostra croce e delizia, perché tale fama crea flussi turistici nazionali e internazionali ma anche overtourism quando vorremmo goderci la nostra terra senza fare chilometri e chilometri. Ecco perché oggi vi proponiamo due mete meno conosciute, sia per il vino che per iniziative culturali, per un weekend senza sgomitare.

Peccioli, i giganti e le 11Lune
Arroccato su un colle della Valdera, Peccioli è l’esempio di come un borgo medievale possa trasformarsi in un museo a cielo aperto. Il paese è celebre per le sue installazioni di arte contemporanea: passeggiando per le vie del centro ci si imbatte nelle imponenti foto degli occhi che rivestono l’anfiteatro, nelle passerelle sospese e nelle famose sculture giganti (i Giganti di Peccioli), opere antropomorfe in materiale riciclato che letteralmente emergono dalle colline e dall’impianto di smaltimento dei rifiuti, simbolo internazionale di sostenibilità.
In queste settimane estive, il borgo si accende grazie al Festival 11Lune presso l’Anfiteatro Fonte Mazzola, che porta sul palco grandi artisti della musica e del teatro, regalando notti magiche sotto il cielo della Valdera, al cospetto dei giganti. Giunto alla 22ª edizione, il festival si svolge principalmente nello scenografico Anfiteatro Fonte Mazzola ed è oggi uno degli eventi culturali più significativi dell’estate toscana. Oltre a questo, il paese non è ancora molto attrezzato per il turismo, ma la signora che vende la frutta in piazza vi salverà la vita. La gastronomia nella via principale (a destra andando verso la piazza) che fa pizza, cecìna e panini vi rimetterà di buon umore per prezzi pop, qualità e gentilezza. Le aree dove fermarvi senza ‘donare un rene’ ci sono ancora: sotto i portici del Macca – Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto, potrete godere del vostro pranzo frugale, seduti comodamente ai tavoli e lasciare civilmente pulito lo spazio a chi viene dopo di voi grazie ai contenitori agli angoli del portico. Qualcosa dal gusto francese, paese che sa che possiamo essere numerosi, o esserci ‘moltiplicati’ e spostarci con i nostri piccoli senza obbligarci a infilarci in un locale dove la ‘gentilezza’ o la location non ci ha convinti. Le foto con i giganti sono poi di rito: prendetevi pure il tempo per fate tutte le smorfie che volete, il prato del teatro è accogliente e l’ombra non manca.
La Valdera nel calice
Tornando al vino, Peccioli rientra nel territorio del Chianti delle Colline Pisane DOCG, ma data la stagione opterei per degli IGT Bianchi, magari ammiccanti per un affinamento in cocciopesto come Mimesi di Tenuta di Ghizzano.
Capraia e Limite, storie di fiumi, campioni e piacevoli rossi
Spostandosi verso nord, lungo il medio Valdarno e alle pendici del Montalbano, si incontra il comune sparso di Capraia e Limite dalla doppia anima: l’antico borgo fortificato del Castello di Capraia abbarbicato sulla roccia, e l’abitato di Limite sull’Arno, legato da sempre alla vita del fiume.
Infatti è proprio a Limite che è nato il primo cantiere navale italiano per la costruzione di imbarcazioni fluviali, e sempre qui nel 1861 è stato fondato il primo club di canottaggio d’Italia (la Canottieri Limite), una tradizione remiera viva ancora oggi, con atleti locali pluripremiati ai mondiali e alle olimpiadi. Al museo dedicato potrete ripercorrerne la storia.
Il legame con l’acqua qui cura anche l’anima: Limite ospita infatti il progetto delle Astro Dragon Ladies, una squadra di donne operate di tumore al seno che fanno riabilitazione con la Dragonboat pagaiando insieme sul fiume e che volentieri vi guideranno lungo l’Arno.

Vino e dintorni
Il riferimento enologico in questa terra del Chianti Montalbano DOCG è Villa Bibbiani. L’azienda è stata acquisita nel 2018 dal filantropo americano George McCarroll Rapier III, che ha avviato un programma di restauro della villa, del parco storico, dell’azienda agricola, e finanzia gli scavi archeologici nell’area etrusca di Montereggi, situata all’interno della tenuta. Dal 2024 il sito è oggetto di un programma di ricerca coordinato dalla Florida State University, in collaborazione con il Ministero della Cultura e archeologi italiani, con l’obiettivo di riportare alla luce e valorizzare un importante insediamento etrusco e romano, destinato in futuro ad essere aperto al pubblico.
Se questo è il progetto enologico aziendale più importante della zona, diverse aziende artigianali portano avanti i loro orgogliosi progetti enologici, tutti con personalità e piacevolezza. C’è chi vinifica il Sangiovese in bianco, chi produce un naturale saporito e cristallino, chi sostiene il salvataggio dei Galgo spagnoli e persino un’esperta di vini Bolaffi che qui firma la sua etichetta. Accanto ai calici di vinsanto da accostare allo storico Bronchè, dolce tipico locale a forma di un plumcake profumato al rum, la cui ricetta fu donata a un cuoco locale da uno chef gallese nel 1920, si può chiudere in bellezza con il caffè locale della Torrefazione l’Antico Caffè.
Due territori vicini, diversi, per una gita fuori porta in luoghi poco battuti e per questo ancora molto veri.