Assaggi
Bianchi trentini: miglioramenti con in prospettiva una “rivoluzione”
Degustando i vini non si può non notare che alcuni “punti fermi” del passato non lo sono più adesso.
Degustando i vini non si può non notare che alcuni “punti fermi” del passato non lo sono più adesso.
L’intervista a Yves, che precede una degustazione del suo Vosne-Romanée 1er Cru les Suchots dal 2019 fino al 1978, è quanto di più spiazzante per tutti, conoscitori o meno della Borgogna.
A Poggibonsi domenica 15 settembre ci sarà la prima edizione di una manifestazione sul vino e la gastronomia che si dipanerà nelle strade e nelle piazze del vecchio centro storico.
Dal 1979 al 2008 un territorio enoico ne ha di storia e di storie da raccontare.
Annata con diverse criticità, anche e soprattutto a settembre, ma possiamo essere soddisfatti del risultato.
Tra i bianchi doc etnei vi sono diversità qualitative evidenti, messe in risalto ancor più dall’alta qualità indubbia di alcuni vini.
Alto Adige, Campania, Friuli Venezia Giulia e Trentino, praticamente al completo e poi bianchi dell’Etna, i piemontesi Gavi e Timorasso, bianchi di Bolgheri, i Vermentino e altri bianchi sardi. Per non parlare di quelli già pubblicati: vi basta?
Tonalità di colore molto meno omogenee per una denominazione che, comunque, cresce.
quanti vignaioli o aziende vinicole (FIVI e non ) possono dirsi indipendenti dai punti di vista che contano veramente, cioè finanziario e commerciale?
Uno dei primi Supertuscan chiantigiani in assoluto, tanto da essere messo temporalmente alla pari col Tignanello, fu il Vigorello.